ART. 22
- STRUTTURE INTERMEDIE RESIDENZIALI (SIR).
1.
Nell'ambito dei programmi diresidenzialità sanitaria assistita (ASR)
previsti dalla legge n.32/1994, ogni UOSM dispone di strutture intermedie
residenziali (SIR), nelle quali si attua l'intervento terapeutico e riabilitavo
di salute mentalenelle sue varie graduazioni ed articolazioni, da periodico
a continuativo,con forme di protezione differenziate e flessibili, in rapporto
alle condizionidi salute degli utenti, secondo piani personalizzati di
intervento. LeSIR, funzionali all'esigenza complessiva delle ASL, sono
gestite dalle UOSM, nel cui territorio insistono, in costante raccordo
funzionale con le UOSM di residenza dei soggetti ospitati.
2. Le strutture residenziali si
distinguono in:
a) "assistite", quando sia
garantita al loro interno la presenza di almeno un operatore per 24 ore
al giorno;
b) "semiprotette", quando tale
presenza è assicurata per un numero di ore inferiore a 24;
c) "autogestite", quando il progetto
riabilitativo non comporta una prefissata presenza degli operatori nella
residenza.
3. La SIR può accogliere:
a) i degenti o gli ospiti, di
pertinenza territoriale dell'ASL dimessi dagli Ospedali psichiatrici
e ricompresi nella fascia "C", punto D, DPR 7 aprile 1994. Gli assistiti
appartenentialla fascia "A" e "B" del citato DPR, devono essere ospitati
nelle apposite strutture sanitarie assistite predisposte dalla ASL e previste
dai punti 9 e 10 allegato D legge n.32/1994;
b) gli utenti di pertinenza del DSM che,
in ragione delle loro condizioni psico-sociali, necessitino di assistenza
residenziale a breve, medio e lungo termine.
4. Allo scopo di garantire il rapporto
con il territorio, nella collocazione residenziale degli utentidovrà
tenersi conto dei loro legami con l'area geo-demografica di provenienza
o di loro effettiva appartenenza.
5. La ricettività della singola
SIR, deve essere, di regola, non superiore alle 15 persone se di tipo ad"alta
protezione" o "semi-assistite" e non superiore alle 6-8 persone perquelle
con maggior grado di autogestione (gruppi-appartamento o comunità
terapeutiche). La configurazione, l'arredamento e la gestione di tali strutture
deve ispirarsi a modelli di funzionamento orientati sul versante familiare
od alberghiero specie per quelle autogestite, allo scopo di permettere
l'instaurarsi di un clima terapeutico che faciliti programmi di riabilitazione
specifici.
6. Per la gestione materiale di
tali strutture può prevedersi l'apporto di cooperative integrate,
così come previsto dalla legge 381/91, nonché di ogni altra
risorsa eventualmente disponibile.
7. Nel caso di ricorso a cooperative
di privato-sociale, di associazioni di familiari di utenti o di cooperative
di volontariato o ad altra forma di convenzione, le attività saranno
sottoposte alla programmazione, al controllo ed alla verifica di qualità
da parte della UOSM che esercita anche la vigilanza sul rispetto
dei relativi patti convenzionali. In alcun caso è delegabile l'intervento
sanitario o la complessiva programmazione dell'intervento riabilitativo.
8. L'accesso alle S.I.R può
avvenire solo con un programma di intervento personalizzato e possibilmente
concordato con i familiari ed i servizi.
9. Nelle SIR sono da prevedersi
anche interventi di tipo medico-farmacologico sia per patologie psichiatriche
che per patologie connesse o concomitanti. A tal fine, deve essere
possibile disporre di adeguate attrezzature e presidi e poter accedere,
anche tramite consulenze, alle altre risorse sanitarie dell'ASL sia dei
presidi ospedalieri che dei distretti.
10. Il tempo di permanenza pressola
struttura è variabile e dipende dalla patologia dell'utente e dalla
presenza o meno di una valida rete familiare e sociale. In tutti i casi
le S.I.R. sono strutture aperte all'esterno e partecipano alle attività
sociali del territorio su cui insistono.
11. In base a quanto detto nel precedente
comma, per gli ospiti delle strutture intermedie residenziali, si devono
programmare attività di integrazione sociale, esterne ed interne
(quali soggiorni climatici, feste, gite etc.).
12. Nelle S.I.R si attua, oltre
ad un possibile intervento medico-farmacologico, un prevalente intervento
abilitativo e riabilitativo che ha, come fine ultimo, l'acquisizione della
massima autonomia possibile per l'utente ed il suo inserimento, anche graduale,
nel tessuto sociale e familiare. Devono prevedersi specifici programmi
riabilitativi, in stretta collaborazione ed integrazione con il CDR.
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