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Quinte Giornate Psichiatriche Ascolane
IL DELIRIO: UBIQUITARIO E NON SEMPRE INUTILE

ASCOLI PICENO
PALAZZO DEI CAPITANI
12 - 15 MAGGIO 2004

IL CONGRESSO ON LINE - REPORT ED INTERVISTE ESCLUSIVE DALLE SALE CONGRESSUALI


INTERVISTA LUIGI FERRANNINI

Sono passati esattamente 26 anni, ieri, dall’uscita della legge 180. Secondo me, allora, la psichiatria si e’ curata della posizione schizoparanoide del terapista. Il problema, come tu hai detto chiaramente, e’ che i sistemi curanti possono essere malati e cominciare a delirare. Io ho l’impressione che a distanza di 26 anni, ieri, siamo arrivati ad una condizione di malattia. Al di la’ del principio di realta’ che tu hai presentato molto bene, vale a dire qual e’ l’Io sano,come mai si e’ arrivati a questa situazione attuale di malattia della psichiatria in Italia?
Sicuramente sono mutate le condizioni che hanno determinato lo sviluppo di quel tipo non tanto di psichiatria di comunita’ ma di quel tipo di modello organizzativo e di servizi. Sono tanti gli aspetti che andrebbero considerati, ma vorrei soffermarmi in particolar modo sugli operatori: vi e’ una forte resistenza da parte loro a condurre un’analisi critica nei cambiamenti necessari nelle loro istituzioni: ciascuno si innamora della cosa che ha messo in piedi e ritiene che possa andare bene per sempre. In psichiatria dovremmo imparare davvero ad essere capaci di rimodellare i nostri servizi periodicamente, ogni 10 anni. Secondo me un servizio ha un ciclo decennale, oltre il quale e’ giusto riporsi il problema del modello organizzativo, dell’equipe, anche del mix stesso di operatori, mentre vi e’ una tendenza all’omeostasi del gruppo, delle istituzioni, che rende molto difficile il cambiamento ed il rimodellamento continuo.
In fondo il cardine della legge 180 e’ che permette un rimodellamento e questo va ribadito. Allora, trent’anni fa, la psichiatria fu in grado di curarsi, perche’ in fondo la riforma non fu dentro i manicomi. Oggi sembra invece che sia piu’ difficile, sembra che siano cambiati gli psichiatri. La differenza sostanziale e’ che l’istituzione non e’ un luogo visibile; bastava chiamare il consiglio di quartiere, aprire la porta del reparto e stabilire un’adeguata alleanza con centinaia di persone per il superamento del manicomio. Adesso questo non e’ possibile, noi dobbiamo rendere visibili i problemi ma non sono visibili le nostre istituzioni, non sono dei luoghi immediatamente intelligibili e sotto questo profilo quindi e’ una battaglia, e’ un lavoro molto faticoso

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COLLABORAZIONI

Dato l'alto numero degli avvenimenti congressuali che ogni anno vengono organizzati in Italia e nel mondo sarebbe oltremodo gradita la collaborazione dei lettori nella segnalazione "tempestiva" di congressi e convegni che così potranno trovare spazio di presentazione nelle pagine della rubrica.
Il materiale concernente il programma congressuale e la sua presentazione scientico-organizzativa puo' essere mandato via posta elettronica possibilmente in formato WORD per un suo rapido trasferimento online

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