
 |
-
Abstract dell'intervento di Paolo
Migone letto al panel "Mailing Lists" al Congresso Internazionale
Internet & Mental Health (Genova, 7-8 febbraio 1998)
Intendo proporre alcune riflessioni sulle liste di discussione per
operatori della salute mentale, nate in particolare dalla esperienza
della lista di discussione "Psicoterapia" di Psychomedia
(PM-PT), che coordino assieme a Marco Longo e Salvatore Manai. Questa
lista è giovane, essendo nata solo pochi mesi fa (nel giugno
1997), quindi è difficile fare un bilancio di questa esperienza.
Siamo in un periodo che in Italia potremmo definire pionieristico
in questo settore, e non è un caso che due degli owners
della lista siano a loro volta dei pionieri nel campo delle liste di
discussione in psicologia e psichiatria: Marco Longo è il fondatore
di Psychomedia
che gestisce varie altre
liste di discussione, e Salvatore Manai è fondatore di Appunti
di Psicologia che gestisce la lista di discussione di "Psicologia".
Da parte mia, io sono Editor dell'area
"Psicoterapie" di POL-it,
la più importante rivista telematica di psichiatria italiana,
per cui si può dire che la lista di discussione "Psicoterapia"
sia nata come uno strumento di collegamento tra i maggiori gruppi di
lavoro italiani nel campo della salute mentale, cercando di essere trasversale
rispetto alle varie professionalità, e, dichiaratamente, anche
trasversale rispetto ai vari approcci teorici.
Quest'ultimo aspetto, nelle intenzioni mie e dei altri due owners,
è sicuramente il più importante: l'ambizione o, se volgiamo,
il sogno, della lista "Psicoterapia" infatti è quella
di porsi veramente, negli anni, come punto di riferimento avanzato,
e nel contempo trasversale nel rispetto della differenza tra i singoli
indirizzi, del dibattito attorno alla psicoterapia in Italia. Nelle
intenzioni sia mie che di Longo e Manai, vorremmo che nei dibattiti
in lista si valorizzassero le differenze, nel rispetto delle rispettive
posizioni e con una particolare attenzione allo sviluppo storico dei
concetti nel campo della psicoterapia.
L'utilizzo della posta elettronica è uno degli aspetti più
interessanti di Internet, in quanto, come è stato più
volte sottolineato, permette uno scambio di informazioni e documenti
in tempo reale in tutto il mondo. All'interno della posta elettronica,
la discussion list ha il vantaggio poi della contemporaneità
dei messaggi distribuiti a tutti, tipo conferenza, lasciando inoltre
a tutti la possibilità di rispondere rispettando i propri tempi,
vantaggio che le conferenze, telefoniche e non, non hanno.
Ma qui vorrei riflettere su un secondo, e forse più importante,
aspetto di novità delle E-Mail: quello di modificare la tradizionale
modalità di comunicazione dal linguaggio parlato a quello scritto.
Alcuni parlano di un grande ritorno del periodo degli epistolari che
purtroppo è terminato dopo l'avvento del telefono, ma in realtà
le E-Mail hanno in comune con le lettere scritte a mano o a macchina
solo un aspetto, il fatto che si deve mettere per iscritto quello che
si pensa, inducendo, a causa della lentezza della comunicazione, una
diversa disposizione riflessiva ed emotiva (questa differenza esiste
soprattutto con le lettere scritte a mano, perché la scrittura
tramite tastiera è molto più rapida di quella a mano).
Le grosse differenze che permangono (oltre, come si è detto,
alla massima rapidità di comunicazione, che è in tempo
reale) riguardano il fatto che nelle E-Mail, trasmettendo in codici
ASCII, esistono meno possibilità di comunicare altri significati
oltre a quelli legati al contenuto stesso della comunicazione; viene
cioè privilegiato al massimo il contenuto e viene ridotta al
minimo la comunicazione non verbale. Non solo non si vede l'espressione
del volto e non si odono le varie gradazioni del tono della voce (aspetti
questi in comune con gli epistolari), ma anche non vi sono corsivi e
sottolineature, né' calligrafie personali oltre alla possibilità
di usare le lettere maiuscole per eventualmente enfatizzare alcune parole
(come fossero pronunciate con un alto tono di voce), alcuni simboli
(visi che sorridono o esprimono tristezza, ecc.) e altri piccoli accorgimenti
concessi dalla cosiddetta netiquette.
Cosa implica questo per l'aspetto psicologico di una discussion list,
e in particolare per una lista di "Psicoterapia"? Sappiamo che in psicoterapia
le idee sono state trasmesse in modi estremamente personalizzati, e
le diverse scuole e correnti spesso si sono formate tramite legami affettivi
basati sulla forza attrattiva di figure storiche o leaders carismatici,
dove non raramente gli aspetti analogici della comunicazione (il linguaggio
non verbale e gli aspetti meacomunicativi in generale) erano preminenti
rispetto al contenuto o alla "razionalità" e coerenza logica
delle idee che venivano trasmesse dai "maestri" agli "allievi". Questo
del resto è un problema molto vivo all'interno della stessa tematica
dei fattori curativi della psicoterapia, dove si sa quanto è
importante la "persona" del terapeuta (personalità e calore emotivo,
tono della sua voce, ecc.), al di là di tutti gli eventuali fattori
terapeutici "specifici" che continuamente si cerca di studiare con ricerche
tanto più raffinate quanto più frustranti per i limitati
risultati che producono. A questo proposito sono interessanti gli attuali
esperimenti di psicoterapia tramite E-Mail, praticati soprattutto quando
vi è una notevole distanza geografica tra paziente e terapeuta.
La caratteristica specifica del mezzo di posta elettronica rappresenta
dunque un modo nuovo di confrontarsi e di dialogare sul contenuto della
comunicazione relativamente privo dell'aspetto emotivo o personale,
che, come si è detto, è così importante nella aderenza
a una determinata teoria. Certo non è possibile trarre conclusioni
definitive, ma si può dire che si tratta di un campo di sperimentazione
caratterizzato da sviluppi nuovi e interessanti che meritano di essere
seguiti. Uno degli aspetti più interessanti di una discussion
list di "Psicoterapia" ad esempio è la possibilità
concreta di rompere gli steccati che purtroppo da sempre hanno caratterizzato
questo campo, fatto di parrocchie o scuole psicoterapeutiche abbastanza
isolate l'una dall'altra e la cui forza spesso è direttamente
proporzionale all'isolamento che riescono a mantenere. La facilità
del mezzo telematico mette di fronte immediatamente colleghi di orientamento
diversissimo. Si sono già verificate a questo proposito interessanti
alleanze trasversali e arricchimenti reciproci (colleghi che apprezzano
idee di esponenti di scuole opposte alla loro, che chiedono i loro riferimenti
bibliografici, ecc.). Questo processo trasversale, dal basso, va contro
alla logica delle "scuole" che - dati i meccanismi istituzionali in
cui sono tutte coinvolte - tendono alla chiusura nei confronti del diverso
e del nuovo, a tenere "sottomessi" gli allievi perché una loro
troppo rapida crescita li renderebbe indipendenti dalla scuola stessa
la quale quindi tendenzialmente cesserebbe di esistere (paradossalmente,
infatti, una vera scuola è quella che lavora per annullare se
stessa, per rendere gli "allievi" sempre più autonomi dai propri
"maestri").
E' per questo che ritengo che non siano indicate troppe liste diversificate
all'interno del campo della psicoterapia (già può essere
un grave errore separare ad esempio psicoterapia da psicoanalisi, e
forse, a certi livelli, anche psicoterapia da psichiatria), perché
ciò va contro ad un aspetto della filosofia di Internet, anche
se ci si rende conto che può essere improponibile eliminare certe
liste specializzate. Una caratteristica precipua di molte liste di discussione
è quella di ospitare dibattiti e opinioni discordi su varie questioni
(e i dibattiti o gli scontri tra idee diverse vengono mitigate dal mezzo,
che rappresenta così un esercizio alla moderazione e alla riflessione):
questi disaccordi sono salutari, perché costituiscono la miccia
con cui poi si accende la discussione. Non ha fatto eccezione la discussion
list di "Psicoterapia", dove, come si diceva, la differenza di opinioni
è sempre stata valorizzata. Esempi sono alcuni dibattiti avvenuti
in rete, come quello sulla IPT (la Inter-Personal Therapy di
Klerman & Weissman per la depressione) tra me, Giovanni de Girolamo
e altri colleghi (questo dibattito per la verità è avvenuto nella lista
di "PSIC-ITA" del Dipartimento di Scienze Psichiatriche di Genova
coordinata da Francesco Bollorino, prima che nascesse la lista di "Psicoterapia"
di Psychomedia), oppure quello più recente sulla critica
alla fenomenologia che ha fatto seguito al contributo di Mauro Fornaro,
con gli interessanti interventi di Andrea Angelozzi e Salvatore Manai. Per la loro validità questi dibattiti sono stati poi pubblicati
nell'area "Psicoterapia"
di POL-it. Altri dibattiti interessanti che si sono sviluppati
in lista in questi suoi primi sei mesi di vita hanno riguardato temi
quali il rapporto tra il modello idiografico e quello nomotetico (ovvero
la psicoterapia come scienza e il problema della ricerca empirica -
vedi a questo riguardo il classico
articolo di Holt del 1962),
la questione della self-disclosure (le autorivelazioni da parte
del terapeuta), il problema della coscienza (a partire da un intervento
di Mark Solms sul n. 3/1997 del Journal of the American Psychoanalytic
Association), e così via. La nostra speranza è che
questo sia solo l'inizio di un lungo e stimolante cammino.
[Paolo
Migone, Via Palestro 14, 43100 Parma, tel./fax 0521-960595,
E-Mail <migone@unipr.it>]
[Go to main index]
[Torna all'indice principale]

|