[1] Cfr. M. GALZIGNA, La sfida dell'altro. Per una critica dell'io unitario, in: La sfida dell'altro. Le scienze psichiche in una società multiculturale, a cura di M. Galzigna, Marsilio, Venezia 1999. Per una storia filosofica dell'io decisamente orientata a valorizzare la scoperta novecentesca del soggetto multidimensionale come esito di un percorso plurisecolare, che ha inizio con Platone si veda l'importante libro di CH. TAYLOR, Radici dell'io, Feltrinelli, Milano 1993.
[2] C. E. GADDA, I viaggi la morte, Garzanti, Milano 1977, p.150.
[3] Ivi, pp. 11-12.
[4] C. E. GADDA, La cognizione del dolore, Einaudi, Torino 1963, pp. 32-33.
[5] C. E. GADDA, I viaggi la morte, cit., p. 12.
[6] C. E. GADDA, La cognizione del dolore, cit., p. 123.
[7] C. E. GADDA, I viaggi la morte, cit., pp. 149-150.
[8] C. E. GADDA, La cognizione del dolore, cit., p. 187.
[9] Ivi, p. 203.
[10] J. A. MARAVALL, La cultura del barocco, Il Mulino, Bologna 1985, p.256. Per la citazione di Comenius che abbiamo tratto da questo libro cfr. p. 255.
[11] Cfr. J. ROUSSET, La letteratura dell'età barocca, Il Mulino, Bologna 1985.
[12] In questa ottica si veda: G. DELEUZE, Spinoza. Filosofia pratica, Guerini e Associati, Milano 1991; G. DELEUZE, Spinoza et le problème de l'expression, Minuit, Paris 1968; A. NEGRI, L'anomalia selvaggia. Saggio su potere e potenza in Baruch Spinoza, Feltrinelli, Milano 1981.
[13] Mi sia consentito un rinvio a M. GALZIGNA, Una coscienza piena di mondo, in Il vivente e l'anima, "BioLogica", 4, 1990, pp. 105 122.
[14] G. DELEUZE, La piega. Leibniz e il barocco, Einaudi, Torino 1990. Le citazioni che seguono, nel testo, sono tratte da questo libro.
[15] Su questo si veda G. DELEUZE F. GUATTARI, Che cos'è la filosofia?, Einaudi, Torino 1996.
[16] J. L. BORGES, La biblioteca di Babele, in Finzioni, Einaudi, Torino 1978, pp. 69 78.
[17] J. L. BORGES, L'Aleph, Feltrinelli, Milano 1977, pp. 150 170.
[18] Su questo, mi sia consentito il rinvio a M. GALZIGNA, L'enigma della malinconia, in "aut aut", 195-196, maggio-agosto 1983 (numero monografico su Il governo di sé e degli altri. Materiali di ricerca genealogica, a cura di M. Galzigna).
[19] Su tutto questo rinvio oltre che agli studi classici di Croce e di Garin ed ai lavori di Maravall e di Rousset - anche ad A. FONTANA, Il vizio occulto. Cinque saggi sulle origini della modernità, Transeuropa, Ancona-Bologna 1989. Cfr. anche la ricca Introduction di A. FONTANA all'edizione francese di un trattatello di Camillo Baldi (1622): C. BALDI, La lettre déchiffrée, Les Belles Lettres, Paris 1993 (pp. 9 73). Abbiamo utilizzato l'acuto sguardo panoramico sulla trattatistica morale italiana della Controriforma, vista come letteratura del "compromesso", presente in E. GARIN, Storia della filosofia italiana, Einaudi, Torino 1966, Volume secondo, pp. 765 795.
[20] G. DELEUZE F. GUATTARI, op. cit., p. 30. La matrice barocca della teoria deleuziana del concetto ci sembra del tutto evidente.
[21] Per i riferimenti a questo autore, ho utilizzato la seguente edizione: B. GRACIAN, Obras completas, Estudio preliminar, Edicion, Bibliografia y Notas de Arturo del Hoyo, Aguilar, Madrid 1960. Indicherò, nel testo, le pagine relative a questa edizione.
[22] E. GARIN, op. cit., Volume secondo, p. 781.
[23] TH. WRIGHT, The Passions of the Mind in General, London 1601, passim.
[24] J. FERRAND, Traité de l'essence et guérison de l'amour, 1610 (seconda edizione 1623). Cito, qui, la versione italiana della seconda edizione : Malinconia erotica. Trattato sul mal d'amore, a cura di Massimo Ciavolella, Marsilio, Venezia 1991, p. 6.
[25] Così secondo Paolo Zacchia, riconosciuto come il padre fondatore della medicina legale moderna. Cfr. P. ZACCHIA, Quaestionum Medico-Legalium, Lione 1661, vol. I, p. 121. Le 23 questioni del Titolo I del Libro II sono dedicate ai casi di demenza. La malinconia occupa un ruolo di primo piano in tale contesto: ad essa è interamente dedicata la questione 9.
[26] Si veda E. D. ESQUIROL, Delle passioni (1805), a cura di Mario Galzigna, Marsilio, Venezia 1982.
[27] Rinvio ancora a M. GALZIGNA, op. cit., ed anche al mio La fabbrica del corpo, in "aut aut", settembre-dicembre 1978, pp. 153 174.
[28] P. CHARRON, De la sagesse, Paris 1618, Libro I, pp. 132 133. Il passo è tratto dal cap. XXIII, che ha per titolo Désirs, Cupidités ( la prima edizione dell'opera esce a Bordeaux nel 1601). La traduzione del passo è mia.
[29] Cfr. M. GALZIGNA, La sfida dell'altro, cit., pp. 11-26. Sul tramonto della funzione politica dell'intellettuale nell'età della Controriforma, e sulla natura dei suoi servilismi, si veda G. BENZONI, Gli affanni della cultura, Feltrinelli, Milano 1978.
[30] Il primo modello e la prima definizione articolata della cosiddetta "emotional intelligence" risalgono al 1990, grazie alle ricerche di Peter Salovey e di John Mayer. Cfr.
P. SALOVEY J. D. MAYER, Emotional intelligence, in "Imagination, Cognition and Personality", 9, 1990, pp. 185 211.
[31] J. ROUSSET, op. cit., p. 270.
[32] Così, molto bene, H. BLUMENBERG, La leggibilità del mondo, Il Mulino, Bologna 1984, pp. 105 116 (si tratta del capitolo nono del libro, dedicato ad un'acuta analisi di El Criticòn).
[33] Cfr. A. FONTANA, op. cit., pp. 15 48.
[34] Mi sia consentito il rinvio a M. GALZIGNA, Conoscenza e dominio, Bertani, Verona 1984.