Dipendenze: Oms, Abuso Sostanze Come Disordine Psichiatrico
Ginevra/Brasilia, 18 mar. (Adnkronos) - La dipendenza da abuso di sostanze e' equiparabile a ogni altro disordine psichiatrico o neurologico. Questa la conclusione di un rapporto, il primo nel suo genere, stilato dall'Organizzazione mondiale della sanita'. Si chiama 'Neuroscience of Psychoactive Substance Use and Dependance' il documento che intende riassumere dati ed elaborare tutte le piu' recenti scoperte scientifiche sul ''ruolo del cervello nella dipendenza da sostanze'', spiega l'Oms in una nota. Sono circa 205 milioni, nel mondo, le persone che fanno uso di una qualche sostanza stupefacente, spiega l'United Nation Office on Drugs and Crime (Unodc). La piu' comune e' la cannabis, seguita da anfetamine, cocaina e oppioidi. ''Il loro consumo - dice l'Unodc - e' maggiore tra gli uomini e tra i giovani''. E ancora: ''Il 2,5% della popolazione generale e il 3,5% degli over 15 ha consumato cannabis almeno una volta tra il 1998 e il 2001''. Secondo il rapporto Oms, l'impatto globale determinato dal consumo di sostanze psicoattive, inclusi alcol e tabacco, e' pari all'8,9% dell'indice Dalys, cioe' degli anni di vita con disabilita' acquisita. Ma a preoccupare maggiormente e' l'abuso di sostanze lecite, piu' che vietate. ''Tra i 10 maggiori fattori di rischio di malattie evitabili elencati nell'ultimo 'World Health Report 2002' - prosegue il documento - il tabacco figura al quarto posto e l'alcol al quinto. E nelle proiezioni per gli anni 2010 e 2020 le loro posizioni in classifica rimangono alte''. ''Nel 2000 - prosegue l'Oms - tabacco e alcol hanno contribuito rispettivamnete per il 4,1% e 4% all'insorgenza di malattie, rispetto allo 0,8% fatto registrare dalle altre sostanze psicoattive illecite. E la situazione si fa piu' drammatica proprio in Occidente, e nel sesso maschile''. Da qui l'invito a fare proprie ''nuove strategie e risposte nelle differenti societa''', suggerito dal direttore generale Oms Lee Jong-wook. ''La dipendenza - spiega il rapporto dell'Agenzia delle Nazioni Unite - e' multifattoriale. Determinata soprattutto da fattori biologici e genetici, ereditati dalla propria famiglia, sui cui si innestano fattori psicosociali, culturali e ambientali''. Riassumendo le piu' recenti acquisizioni scientifiche, il rapporto sottolinea come ''molte delle sostanze psicoattive siano in grado di imitare e sollecitare alcune azioni dei neurotrasmettitori cerebrali endogeni o naturali, interferendo con le normali funzioni del cervello''. Vasto il campo d'azione su cui si muovono sostanze psicoattive come gli stupefacenti, che ''incidono in molte aree cerebrali importanti, tra cui quelle deputate all'elaborazione delle emozioni o delle motivazioni''. (Chs/Adnkronos Salute)
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Carlo Gozio, psichiatra e psicoterapeuta, lavora a Brescia ed è responsabile del Centro Residenziale Terapeutico e del Centro Diurno degli Spedali Civili di Brescia.
Cura per conto dell'Associazione Laura Saiani Consolati il sito www.psichiatriabrescia.it.
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