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Abstracts della letteratura di Neven Ivcic

 

Breitbart W, Gibson C, Tremblay A: The delirium experience: delirium recall and delirium-related distress in hospitalized patients with cancer, their spouses/caregivers, and their nurses. Psychosomatics 2002 May-Jun;43(3):183-94

È stato condotto un esame sistematico sull’esperienza di delirium in un campione di 154 pazienti affetti da patologia neoplastica ospedalizzati. Tutti i pazienti soddisfacevano i criteri DSM-IV per delirium e erano stati valutati attarverso la Memorial Delirium Assessment Scale come misura della severità, della fenomenologia e della risoluzione del delirium. Dei 154 pazienti, 101 hanno avuto una completa risoluzione del delirium e fu quidi somministrato il Delirium Experience Questionnaire (DEQ) una misura finalizzata a valutare il ricordo di delirium il distress correlato all’episodio di delirium. I coniugi o caregivers e gli infermieri hanno inotre compilato il DEQ per valutare il distress secondario al prendersi cura di pazienti con delirium. 54 (53.5%) soggetti hanno ricordato l’esperienza del delirium. Attraverso regressione logistica è stato dimostrato che un indebolimento della memoria a breve termine (odds ratio [OR] = 38.4), la severità del delirium (OR = 11.3), e la presenza di disturbi della percezione (OR = 6.9) si pongono come fattori predittivi significativi di ricordo del delirium. La media del livello di distress collegato al delirium (su una scala 0-4 al DEQ) è stata di 3.2 pe ri pazienti che ricordavano il delirium, 3.75 i coniugi/caregivers, e 3.09 per gli infermieri. Attraverso regressione logistica è stato inoltre evidenziato che la presenza di deliri (OR = 7.9) si poneva come varaibile maggiormente predittiva del di stress dei pazienti. I pazienti con delirium "ipoattivo" presentavano livelli di distress paragonabile a quello di pazienti con delirium "iperattivo". Il Karnofsky Performance Status (OR = 9.1) si è posoto come predittro maggiromente signifciativo del distress dei coniugi/caregiver. La severità del delirium (OR =5.2) e la presenza di distrubi della percezione (OR =3.6) sono sttai i predittori più significativi del di stress degli infermieri. In conclusione, una notevole eprcentuale di apzienti con delirium ricordano la loro esperienza come altamente stressante. Il delirium si è posto come espereinza stressante anche per I coniugi /caregivers e gli infermieri. Un rapido riconsocimento e un opportune trattamento del delirium è un elelemrnto critico per ridurre la sofferenza e il di stress dei pazienti e dei cargivers. Copyright © 2002 Academy of Psychosomatic Medicinem, http://psy.psychiatryonline.org/cgi/content/full/43/3/183

 

 

Potter V.T., Wiseman C.E., Dunn S.M., Boyle F.M. Patient barriers to optimal cancer pain control Psycho-Oncology 2003; 12;153-160

Un problema rilevante per i pazienti malati di cancro è costituito dall’insufficiente controllo del dolore. Tra i fattori che contribuiscono possono essere compresi le preoccupazioni riguardo gli analgesici e le paure per le implicazioni del dolore, che possono essere di ostacolo ad una libera comunicazione. Abbiamo valutato la prevalenza di queste preoccupazioni nei pazienti oncologici australiani e ne abbiamo indagato le associazioni con un controllo inadeguato del dolore. Novantatre pazienti adulti con cancro, sottoposti a trattamento in un ospedale universitario, hanno completato il barriers questionnaire (BQ) e un questionario di auto-valutazione per determinare l’intensità del dolore, l’interferenza con le attività quotidiane, il ricorso ad analgesici e a terapie alternative, e l’esitazione a riferire dolore. Complessivamente è stata riscontrata un’alta prevalenza della concordanza tra le scale del BQ che valutano le preoccupazioni relative alla comunicazione e l’uso di analgesici. Un terzo dei pazienti, malgrado l’uso di analgesici, riportava un dolore clinico significativo che interferiva con le attività quotidiane. Questi maggiormente tendevano a far ricorso a terapie alternative per controllare il dolore, ad essere reticenti a parlare del loro dolore, ed ad avere significativamente maggiori preoccupazioni riguardo gli effetti collaterali degli analgesici e iniezioni. Il nostro studio conferma che in questa popolazione australiana esistono degli ostacoli del paziente e che sono associati ad un inadeguato controllo del dolore. Bisogna che lo staff oncologico faccia una attenta valutazione del dolore, soprattutto nei confronti di quei pazienti che fanno ricorso a terapie alternative e che dimostrano effetti collaterali, favorisca la comunicazione incoraggiando le competenze, e diversifichi gli approcci alla gestione del dolore oltre l’uso di analgesici. Copyright © 2003 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/103519878/START

 

 

Fawzy FI, Canada AL, Fawzy NW.Malignant melanoma: effects of a brief, structured psychiatric intervention on survival and recurrence at 10-year follow-up. Archives of General Psychiatry 2003 Jan;60(1):100-3

BACKGROUND: L’influenza degli interventi psichiatrici sugli esiti della patologia oncologica resta un area di notevole dibattito. Abbiamo precedentemente riportato che i benefici sulla sopravvivenza su 68 pazienti con melanoma maligno tra 5 i 6 anni dopo la partecipazione in un intervento psichiatrico strutturato di gruppo. In questo articolo viene riportato l’effetto dell’intervento sull’outcome della malattia nello stesso gruppo di pazienti a 10 anni di distanza. METODI: In un’analisi univariata, la distribuzione di sopravvivenza e di recidiva nel gruppo sottoposto ad intervento e nel gruppo di controllo è stata valutata attraverso il metodo Kaplan-Meier. L’analisi multivariata attraverso Cox proportional hazards regression model ha preso in esame I seguenti fasttori prognostici: età, sesso, indice di Breslow , sede della neoplasia, status di trattamento (ossia intervento di gruppo vs gruppo di controllo). RISULTATI: Dopo analisi come covariate singole le differenze tra il gruppo psicosociale e il controllo non ha dimostrato differenze significative a 10 anni di follow-up. Tuttavia il sesso maschile, un più alto indice di Breslow si sono posti come fattori predittivi di peggiore prognosi.. L’analisi multipla della covarianza ha ugualmente rivelato che ils esso e l’indice di Breslow si ponevano come fattori predittivi di ricorrenza di malattia. Inoltre la partecipazione al gruppo psicoeducazionele si è dimostrato significativo pe rla sopravivenza, anche dopo controllo dei fattori sesso e indice di Breslow. CONCLUSIONI: I risulttai suggeriscono che l’effetto sulla sopravvivenza legato ad un intervento spicosociale tende ad indebolirsi rispetto ad un follow-up di 5-6 anni pur non sparendo completamente. Al follow-up a 10 anni, la partecipazione all’intervento psicosociale si è mantenuto correlato alla sopravvivenza anche dopo controllo di variabili predittive note in questo senso. Nonostante gli effetti benefici, tuttavia, gli autori non danno indicazione a che l’intervento psichiatrico sia usato in sostituzione del trattamento medico standard, ma come un componete di integrazione. Copyright © 2003 American Medical Association, http://archpsyc.ama-assn.org/cgi/content/full/60/1/100

 

Walker M.S., Ristvedt S.L., Haughey B.H: Patient care in multidisciplinary cancer clinics: Does attention to psychosocial needs predict patient satisfaction? Psycho-Oncology 2003; 12: 291-300

La soddisfazione al trattamento è un importante indicatore precoce di risultato medico per i pazienti affetti da cancro. Questo studio ha esaminato la soddisfazione dei pazienti al trattamento programmato e agli appuntamenti del follow-up tra 58 pazienti con una diagnosi recente di cancro ENT e GI in una clinica multidisciplinare per il cancro. I pazienti riportavano da quali medici specialisti erano stati visti, se erano stati programmati trattamenti adiuvanti, e se avevano avuto la possibilità di discutere i loro sentimenti riguardo la diagnosi. I pazienti inoltre valutavano l’attenzione rivolta dallo staff ai diversi aspetti psicosociali considerati importanti nel cancro. Questi includevano come i pazienti stavano reagendo, la disponibilità di servizi di aiuto, e il problema delle comuni reazioni emotive al cancro. Inoltre i pazienti valutavano la loro soddisfazione complessiva alle visite cliniche. La soddisfazione complessiva veniva predetta dall’età più giovane, dal sesso femminile, e da una maggiore attenzione a come i pazienti stavano affrontando la loro malattia. L’avere una possibilità di parlare delle proprie emozioni sulla diagnosi e l’attenzione dello staff medico agli altri problemi psicosociali era anche predittivo della soddisfazione dei pazienti. Non variava con il genere la relazione tra la problematiche psicosociali e la soddisfazione del paziente. Questi risultati suggeriscono che la soddisfazione del paziente può essere migliorata quando lo staff ospedaliero valuta e prende in considerazione i problemi psicosociali causati dalla diagnosi di cancro. Copyright © 2003 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/103019993/START

 

Harris C.A.,. Zakowski S.G.: Comparisons of distress in adolescents of cancer patients and controls Psycho-Oncology, 2003; 12: 173-182

Avere un familiare malato di cancro è stato associato alla presenza di sintomi di distress. Mentre alcuni studi hanno registrato distress negli adolescenti con un genitore malato di cancro, sono pochi quelli che hanno incluso gruppi di controllo di adolescenti con genitori sani. Adolescenti che avevano almeno un genitore con diagnosi di cancro (n= 27) e gruppi di controllo (n= 23) hanno compilato questionari sul PTSD, ansia, depressione, percezione di rischio di cancro, e ambiente familiare. I gruppi non differivano per quanto riguardava l’ansia e la depressione, ma gli adolescenti con un genitore malato percepivano un rischio personale di sviluppare il cancro significativamente maggiore rispetto ai gruppi di controllo. I gruppi di controllo riportavano dei livelli significativamente più alti di pensieri intrusivi ed evitanti riferibili ad altri eventi di vita stressanti. Un ambiente familiare positivo era correlato con maggiore ansia e depressione, e l’espressività mediava le relazioni tra la coesione familiare e l’ansia. Questi risultati preliminari suggeriscono che il distress riportato in precedenti studi su adolescenti con genitori con cancro possono essere dovuti a questa fase di transizione della vita. Copyright © 2003 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/101521345/START

 

 

Kelly B, Burnett P, Pelusi D, Badger S, Varghese F, Robertson M.: Factors associated with the wish to hasten death: a study of patients with terminal illness. Psychological Medicine 2003 Jan;33(1):75-81

BACKGROUND: Elevato è il dibattito relativo agli aspetti clinic sul desiderio di accelerare la propria morte (WTHD) nei pazienti terminali. I fattori clinici implicati nel WTHD devono sicuramente essere approfonditi al fine di migliorare come valutare i pazienti e gestire i possibili bisogni soggiacenti questi problemi. Una comprensione più dettagliata di questo aspetto si inserisce nello sviluppo pratiche terapeutiche appropriate. METODO: Un campione di pazienti con patolgia tumorale in fase terminale (N = 256) sono stati reclutati da un’unità hospice, da un servizio di assistenza domiciliare e da un’unità palliativistici di un ospedale generale a Brisbane, in Australia tra il 1998 e il 2001. I pazienti hanno completato un questionario che valuta aspetti psicologici (depressione e ansia), sociali (relazioni familiari, supporto sociale, livello di essere di peso agli altri) e l’impatto sui sintomi fisici. È stata analizzata la associazione tra questi fattori e la WTHD. RISULTATI: Un elevato WTHD è stato riportato dal 14 % dei pazienti. Attraverso analisi discriminante è stato notato che le seguenti variabili erano associate a WTHD (P < 0.001): più alto livello di stato depressivo, essere ricoverato presso l’hospice, una maggior percezione di essere di peso agli altri, minor coesione familiare e supporto sociale, più elevati livelli di ansia e maggior impatto sui sintomi fisici. CONCLUSIONI: Diversi fattori psicologici e sociali si sono correlati a WTHD in pazienti neoplastici in fase terminale. Una maggior attenzione a questi fattori può essere utile per la valutazione dei pazienti al fine di garantire appropriati interventi terapeutici per le persone nella fase terminale di malattia.

Copyright © 2003 Cambridge University Press

http://titles.cambridge.org/journals/journal_article.asp?mnemonic=PSM&pii=S0033291702006827

 

 

Parker P.A., Baile W.F., de Moor C., Cohen L. Psychosocial and demographic predictors of quality of life in a large sample of cancer patients. Psycho-Oncology, 2003; 12: 183-193

Negli ultimi anni c’è stato un aumento dell’enfasi sull’importanza della comprensione di come l’esperienza del cancro incida sulla qualità della vita (QOL) degli individui. Lo scopo di questo studio era di valutare il QOL e di identificare i predittori psicosociali di QOL all’interno di un vasto campione di pazienti con diverse tipologie di cancro. Nello specifico abbiamo valutato il contributo specifico di variabili demografiche, variabili mediche, e il supporto sociale sul QOL dei pazienti e l’adattamento psicologico. Trecentocinquantuno partecipanti hanno portato a termine le misurazioni sul supporto sociale, depressione, ansia, e QOL nelle loro visite mediche di controllo. Le analisi indicavano che i pazienti che erano più anziani e che avevano un miglior supporto sociale registravano meno ansia (p<0.001), e che i pazienti che erano più anziani, sposati o che avevano più supporto sociale riportavano meno sintomi depressivi (p<0.01). Soggetti di sesso maschile, soggetti nei quali il cancro non ha avuto recidive, e quelli che non erano sottoposti a trattamento attivo riferivano un migliore QOL nell’ambito della salute fisica (p<0.05). I pazienti che erano più anziani, coniugati, con un più alto grado di istruzione, con un minor stadio avanzato di malattia, e un miglior supporto sociale riportavano un miglior QOL nell’ambito della salute mentale (p<0.05). Le variabili demografiche (età, genere, stato civile, istruzione) erano di solito correlate alle misurazioni dell’adattamento e del QOL mentre le variabili mediche (tempo intercorso dalla diagnosi, stadio di recidiva, variabili di trattamento, stadio di malattia) non lo erano. I pazienti con maggiore supporto riportavano meno ansia e depressione e un migliore QOL nel ambito della salute mentale, in modo indipendente dalle variabili demografiche e mediche. Valutare il livello di supporto sociale dei pazienti può aiutare ad identificare i pazienti a rischio di distress. . Copyright © 2003 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/101521670/START

 

 

Rossi Ferrario S., Zotti A.M., Massara G. , Nuvolone G. : A comparative assessment of psychological and psychosocial characteristics of cancer patients and their caregivers. Psycho-Oncology 2003; 12: 1-7

Abbiamo reclutato 50 pazienti affetti da cancro e i loro caregivers con lo scopo di ampliare le nostre conoscenze delle variabili emozionali, della personalità e psicosociali e confrontare le loro reciproche esperienze della malattia. Ai pazienti e ai caregivers sono stati somministrati quattro dei questionari compresi nel Cognitive Behavioral Assessment 2.0, il Family Strain Questionnaire e il Satisfaction with Life Scale. I pazienti erano caratterizzati da disturbi emozionali significativamente più gravi rispetto ai loro caregivers, i quali erano emotivamente stabili e avevano un livello relativamente più basso di tensione percepita malgrado i loro alti livelli di ostilità e stato d’ansia. Le correlazioni tra le scale evidenziavano il dato che la percezione di distress dipende dal neuroticismo e dalla presenza di ansia e depressione (le quali di per se stesse sono note essere correlate con il neuroticismo). La vita quotidiana dei caregivers sembrava essere caratterizzata da ridotte relazioni sociali e interessi; una parte relativamente grande dichiarava di avere problemi pratici collegati alla gestione della malattia, economici ed ad alcuni aspetti imbarazzanti e stigmatizzanti della malattia stessa. Copyright © 2003 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/102521926/START

 

 

 

Kagawa-Singer M. ,. Wellisch DF.K.. Breast cancer patients' perceptions of their husbands' support in a cross-cultural context. Psycho-Oncology, 2003; 12: 24-37

Questo studio ha cercato di indagare le differenze etniche della percezione di supporto fornito dai coniugi secondo un’ottica occidentale partendo dalla letteratura sul cancro al seno che si occupa del supporto fornito dal coniuge. Hanno partecipato a questa ricerca quarantasei donne che avevano avuto un cancro al seno da 6 mesi a 3 anni prima. Queste donne erano state selezionate da tre gruppi etnici (13 donne Euro-Americane, 18 Cinese-Americane e 15 Giapponese-Americane). Questo studio ha cercato di valutare la percezione delle donne su due livelli di indagine. Uno era basato su scale e una valutazione standardizzata mentre il secondo era una intervista qualitativa semi-strutturata. Era stato ipotizzato che poche differenze sarebbero state trovate nella valutazione standardizzata mentre differenze culturali sarebbero state riscontrate a livello della intervista semi-strutturata. I risultati in effetti hanno dimostrato che esistevano poche differenze tra i tre gruppi utilizzando gli strumenti standardizzati. A livello della valutazione qualitativa, tuttavia, sembrava che le donne Asiatico-Americane si aspettassero di doversi sacrificare e di doversi prendere cura del marito e della famiglia, mentre le donne EA potessero dipendere. Esisteva un’ulteriore importante differenza si riscontrava attorno al tema dell’armonia e dell’intimità; mentre le Asiatico-Americane privilegiavano l’armonia sull’intimità le EA consideravano più importante l’intimità sull’armonia. Una differenza conclusiva più importante era nell’area della comunicazione, in cui entrambi i gruppi asiatici dimostravano di ritenere la comunicazione non-verbale più importante di quella verbale, mentre le donne EA sembravano ritenere la comunicazione verbale più importante di quella non-verbale. Copyright © 2002 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/101520995/START

 

 

Henderson J. W., Donatelle R.J. The relationship between cancer locus of control and complementary and alternative medicine use by women diagnosed with breast cancer. Psycho-Oncology 2003; 12: 59-67

La ricerca ha dimostrato che le percezioni di controllo influenzano il comportamento relativo alla salute e i risultati. Questo studio indagava l’influenza dei meccanismi di controllo, nell’ambito della teoria dell’adattamento cognitivo, sul ricorso alla medicina complementare ed alternativa (CAM) in 551 donne con diagnosi di cancro al seno a Portland, Oregon. La maggioranza di queste donne aveva una elevata percezione di controllo sul cancro e utilizzava una o più forme di terapia CAM. La regressione logistica multinominale indicava che una maggiore percezione di controllo sull’andamento e le cause del cancro era significativamente predittivo del uso di terapie CAM. Il modello che metteva insieme le variabili sociodemografiche (età, educazione e tipo di assicurazioni sanitarie) e variabili relative al controllo spiegava più variazioni nel predire l’utilizzo di terapie CAM rispetto al modello che prendeva in esame solamente le variabili sociodemografiche, dimostrando che la percezione di controllo sulle cause e l’andamento del cancro aveva una significativa influenza indipendente. Si concludeva che la valutazione del meccanismo di controllo, secondo la teoria cognitiva dell’adattamento, è utile per studiare l’utilizzo di terapie CAM in donne con diagnosi di cancro al seno e che comprendere il motivo che sta dietro la decisione a far ricorso a questo tipo di cure è fondamentale per coloro che si preoccupano di migliorare la salute e il benessere dei loro pazienti. Copyright © 2003 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/102521920/START

 

 

Cheung Y.L., Molassiotis A., Chang A.M.. The effect of progressive muscle relaxation training on anxiety and quality of life after stoma surgery in colorectal cancer patients Psycho-Oncology 2003; 12: 254-266

Lo scopo dello studio era di valutare gli effetti dell’utilizzo del training di rilassamento muscolare progressivo (PMRT) sull’ansia e sulla qualità della vita nei pazienti con cancro colonrettale sottoposti a stomia. È stato impiegato uno studio controllato randomizzato a misure ripetute dopo 10 settimane dall’intervento di stomia. Hanno partecipato allo studio cinquantanove pazienti i quali sono stati assegnati a random a un gruppo di controllo che riceveva un trattamento rutinario (n=30) e a un gruppo sperimentale che riceveva un trattamento rutinario e PMRT attraverso due sessioni di addestramento e di pratica a casa per le 10 settimane successive. Sono stati utilizzati il State-Trait Anxiety Inventory e due Quality of Life Scales per raccogliere i dati di interesse in tre momenti, cioè durante il ricovero in ospedale, a 5 settimane e a 10 settimane dall’intervento chirurgico. L’utilizzo del PMRT riduceva significativamente l’ansia di stato e migliorava la qualità della vita in modo aspecifico nel gruppo sperimentale (P<0.05), specificatamente nel campo della salute fisica, psicologica, della preoccupazioni sociali e dell’ambiente. In entrambi i gruppi diminuivano le relazioni sociali. Per quanto riguarda la misurazione della qualità della vita correlata alla malattia sono state osservate differenze solo alla valutazione a 10 settimane in cui il gruppo sperimentale riportava un miglioramento della qualità della vita ma non sempre se paragonato al gruppo di controllo. L’uso del PMRT potrebbe essere inserito nella cura a lungo termine dei pazienti con cancro colonrettale poiché è in grado di migliorare la loro salute psicologica e la qualità della vita. Questo può essere un intervento costo-efficacia che richiede un minimo training e che potrebbe essere proposto facilmente a quei pazienti desiderosi di utilizzarlo all’interno delle cure specialistiche fornite ai pazienti stomizzati. Copyright © 2002 John Wiley & Sons, Ltd. http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/101525907/START

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