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Un modello clinico per la valutazione dell'imputabilità del tossicodipendente e dell'alcolista (relazione esposta al CSM l8 febbraio 2001) Henri Margaron Primario in farmacotossicodipendenze, Azienda USL 6 di Livorno Riassunto La dipendenza rappresenta una condizione per la quale è spesso difficile stabilire quanto colui che né è affetto sia libero di autodeterminarsi. La questione sull'imputabilità del tossicomane che ci pone il giudice nel momento peritale, in fondo è la stessa che si pone ogni operatore quando deve decidere il comportamento da tenere dinanzi alle trasgressioni dei suoi pazienti. Se è così difficile rispondere a tale domanda lo si deve in parte all'assenza di un quadro nosografico di riferimento, ma più di tutto al fatto che tale condizione, così come confermano le ultime scoperte delle neuroscienze, è sempre il risultato di dinamiche che mettono in gioco, oltre alla sostanza stessa, fattori individuali di ordine affettivo, relazionale e cognitivo i quali non consentono, comunque, una valutazione categoriale del problema.
Résumé La dépendance représente une condition pour laquelle il est souvent difficile détablir combien celui qui en est affecté, est libre de sautodéterminer. La question sur l'imputabilité du toxicomane que nous pose le juge au moment de lexpertise est la même que se posent tous les intervenants lorsquils doivent décider du comportement à tenir face aux nombreuses transgressions de leurs patients. Sil est difficile dy répondre cela est dû dune part parce au manque dun cadre nosographique de référence, mais surtout au fait que telle condition, comme nous le confirment les dernières découvertes des neurosciences, est toujours le résultat de dynamiques qui mettent en jeu, outre la substance elle même, des facteurs individuels dordre affectif, relationnel et cognitif qui ne consentent pas, de toute façon, une évaluation catégorielle du problème.
Introduzione La dipendenza da sostanze stupefacenti o da alcol rappresenta uno stato psico-fisico, per cui non è facile stabilire quanto un individuo sia libero di autodeterminarsi. E la domanda che si sono posti gli organizzatori col titolo "dipendenza da sostanze o da alcol tra libertà di autodeterminazione ed esigenze di tutela" è in fondo la domanda che si pone quotidianamente ogni operatore dei servizi di fronte alle ricadute o alle trasgressioni che caratterizzano il percorso della stragrande maggioranza dei pazienti dei Servizi Sanitari. La difficoltà della risposta dipende da diversi fattori: - Il disagio psicologico può spaziare dalla sofferenza più interiorizzata alle forme di emarginazione più radicale; sofferenza che può favorire un'alterazione di alcune delle funzioni cerebrali superiori, senza però che sia facile delimitare i confini tra le infinite sfumature che questi quadri possono assumere. - L'assunzione di sostanze stupefacenti o di alcol agisce su queste funzioni cerebrali, a volte per alterarle ulteriormente ma altre volte per attenuarle. L'alterazione che può essere immediata e passeggera ma a volte lenta ed insidiosa, spesso contribuisce a peggiorare ulteriormente il disagio iniziale. Quest'insieme di situazioni estremamente intrecciato può favorire la comparsa di un processo che lega il consumatore alla sua sostanza in modo sempre più stretto e che chiamiamo dipendenza. La conseguenza, o la causa, di questo grande mosaico di difficile lettura è l'assenza di un modello che ci aiuti a comprendere, prima di tutto, come possono combinarsi delle condizioni ambientali o fisiche con le caratteristiche psicologiche dell'individuo, per determinare una condizione di sofferenza e come successivamente una tale condizione sia modificata dalle varie sostanze assunte. Jaspers, filosofo e psichiatra tedesco dell'inizio del 900, aveva giustamente sottolineato quanto l'impatto di un evento cosiddetto "traumatizzante" dipendesse dalla soggettività dell'individuo. Del resto in medicina sappiamo fin dai tempi di Ippocrate che vi sono sempre tre tipi di elementi che interagiscono per determinare una malattia: eventi esterni, la physis, spesso assimilata al temperamento, e la costituzione dell'individuo. Per la maggiore parte delle malattie organiche disponiamo di un modello clinico che ci consente di comprendere come questi elementi interagiscono. Per l'alcolismo o la tossicodipendenza invece, non esiste ancora una griglia di lettura condivisa sul modo in cui si articolano fra di loro tali dinamiche e su come esse si modificano con le sostanze. Prima di proporvi un'ipotesi di lettura basata sulle acquisizioni più recenti delle neuroscienze, credo che sia importante ricordare come tali forme di sofferenza siano state interpretate nella storia e riflettere sulla definizione di alcuni termini importanti. |
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