TIPOLOGIA ASSISTENZIALE: Comunità Psichiatrica Protetta di tipo B, secondo la normativa vigente della Regione Piemonte
INFORMAZIONI GENERALI
Anno di apertura: 1997
Collocazione logistico-ambientale La comunità utilizza i locali ristrutturati di un ex albergo, è posta in zona collinare ad 1,5 km da Sanfrè, un paese di 2000 abitanti ai margini del Roero (zona collinare adiacente alla Langa). E' collocata nella zona residenziale del paese e circondata da villette sparse. Il paese che ci ospita fornisce i servizi necessari alla vita quotidiana (acquisti giornalieri, generi alimentari, pratiche burocratiche, visite mediche di base, servizi bancari e postali, spostamenti su gomma e su rotaia); per le visite sanitarie specialistiche si utilizza l'ospedale di Bra, grosso centro abitato a 8 km da Sanfrè.
Numero dei posti letto: 10. Sono state avviate le pratiche per un aumento del numero dei posti letto.
Tipologia dei pazienti: Psicosi schizofreniche o schizoaffettive, gravi disturbi dell'umore, disturbi di personalità, casi misti. E' considerato criterio di esclusione assoluta la presenza di insufficienza mentale o demenza. Età compresa dai 18 ai 60 anni. Ambosessi.
Strutturazione gruppo curanti
Medici: 50 ore settimanali
Psicologi: 40 ore settimanali
Infermieri: 40 ore settimanali
Educatori professionali / Psicologi-educatori: 80 ore settimanali
ADEST: 80 ore settimanali
Attività interne :
Attività terapeutiche- riabilitative: assemblea di comunità, colloqui psicoterapici e di sostegno, terapia di gruppo condotta con modalità psicodrammatiche, gruppo fiabe, gruppo discussione film, personalizzazione delle stanze, gruppo recupero scolastico, gruppo falegnameria, gruppo far da mangiare, gruppo biblioteca. Attività ludico-ricreative: uscite individuali e di gruppo, gruppo piscina, "gruppo non solo sport", gruppo musicale. Riunioni mensili con i familiari.
INFORMAZIONI AGGIUNTIVE
Breve storia della struttura
La comunità accoglie i primi tre pazienti nell'ottobre del 1997.Il limitato numero di pazienti e di operatori e le caratteristiche abitative della struttura danno alla Comunità un'impronta di familiarità che si traduce in termini operativi nel condividere la quotidianità con gli ospiti (ad es. pulire le stanze, fare la spesa, cucinare, lavare gli indumenti, stirare, andare al bar, ecc) e nel centrare l'intervento terapeutico sulla "relazione" e sul "fare insieme".
I progetti terapeutici e le modalità d'intervento si definiscono e chiariscono in itinere, all'interno di un percorso in cui la conoscenza del paziente procede parallelamente alla formazione degli operatori. Nei mesi successivi all'apertura, con l'aumentare del numero degli ospiti ed una migliore strutturazione dell'équipe curante, si procede ad una maggiore differenziazione di compiti e mansioni e ad una più chiara definizione del modello terapeutico e delle attività terapeutico-riabilitative. Permane centrale l'importanza attribuita alla "residenzialità" intesa come co-gestione degli spazi di vita del paziente, così che ogni momento della giornata possa acquistare significatività terapeutica senza distanziarsi troppo da quello che può essere definito un normale stile di vita.
Progetto terapeutico
Alcuni principi generali guidano il nostro operare in Comunità: In accordo con gli insegnamenti del Prof. Zapparoli il primo obiettivo è di creare una " residenza emotiva" all'interno della quale possa poi articolarsi il percorso terapeutico specifico; a tal fine gli operatori sono formati a gestire con consapevolezza elementi relazionali di contenimento ed affettivi. La Comunità non viene considerata una unità a sé, slegata dalla realtà esterna: questo significa che il progetto individuale tiene conto anche delle risorse della famiglia, del servizio inviante e del territorio su cui si situa la comunità stessa. Il termine comunità viene interpretato nel modo più proprio, nel senso che ogni singolo paziente viene curato "attraverso il gruppo": centrale quindi nella vita comunitaria è l'assemblea a cui tutti sono tenuti a partecipare, operatori inclusi, e attraverso cui si sviluppano processi di coesione, di auto-mutuo aiuto, di rispecchiamento e di esercizio congruo del proprio potere. L'offerta all'ospite non vuole essere un pacchetto di interventi predefiniti, ma la contrattazione di una presa in carico personalizzata, fatti salvi gli elementi sopra esposti, per cui le attività sono modificate o attivate a seconda dei bisogni del singolo.
Attività formative e progetti futuri
Attività formative: organizzazione di seminari e convegni all'interno della comunità inerenti l'ambito psichiatrico ed aperti al pubblico; supervisione settimanale con consulente esterno; partecipazione a giornate di formazione organizzate dalla Redancia s.r.l. o dalla Fenascop. Progetti futuri: creazione di un laboratorio di lavoro protetto utilizzando gli spazi verdi esterni alla comunità (es. allevamento di galline o conigli, allevamento di lumache); acquisto e cura di piccoli animali domestici utilizzando alcuni concetti e modalità di intervento propri della pet-therapy; progetto di ippoterapia da attuare all'esterno della comunità in convenzione con un maneggio situato in zona.