IL
DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE
NELLA
A.S.L. NA- 4
Dr.
Alfredo Dama ñ Primario Psichiatra ñ Coordinatore del DSM
A.S.L.
NA/4 - Pomigliano D'Arco (NA)
a
cura di Gennaro Esposito - Pol.it - Speciale Territorio - redazione di
Napoli
POMIGLIANO
D'ARCO, 28 Aprile 1999 - Spesso, nei discorsi di gente comune o anche
di medici ed altri operatori sanitari, il Dipartimento di Salute Mentale
(D.S.M.) è visto come il succedaneo del "manicomio", il posto dove
si curano i matti e dal quale è meglio stare alla larga. Con notevole
frequenza si sente pronunciare, con un sorriso quasi scaramantico, frasi
del genere
"Eí meglio non aver bisogno di voi". Eí molto forte la
paura della malattia mentale ed il pregiudizio della sua inguaribilità
e del suo possibile "contagio". Tale semplicistica attribuzione causale
(D.S.M. = Malattia Mentale = Inguaribilità = Scarsa
capacità di interventi terapeutici = Contenimento = Guardiani dei
matti), alimentata anche da alcuni comportamenti di operatori psichiatrici,
ha contribuito a che a distanza di circa 17 anni dalla legge 180,
non è ancora chiaro il ruolo e le capacità operative del
Dipartimento di Salute Mentale sul territorio.
Il primo articolo
del Regolamento del Dipartimento, redatto dal Coordinatore ed adottato
dallíazienda in data 5/12/96 con apposito atto deliberativo, recita:
"....nellíambito della ASL, il DSM, programma, promuove, coordina e verifica
tutte le attività............ necessarie per assicurare una efficace
e sostanziale tutela e promozione della salute mentale
della popolazione." Líobiettivo strategico è líattività
di promozione del benessere, intesa come il processo per mettere
in grado le persone di aumentare il loro controllo sulla salute e migliorarla.
(O.M.S.).
La salute
mentale, è vista come risorsa di vita quotidiana, fruibile:
non solo assenza di malattia, ma un concetto positivo che insiste e si
realizza, oltre che sulle risorse genetiche ed ambientali anche su quelle
sociali e personali.
Negli ultimi
decenni, nel mondo occidentale, a fronte di un forte calo di malattie
a genesi infettiva, si è avuto un notevole incremento di malessere
e disagio psichico che spesso sfocia in disturbo psichiatrico.
Numerose ricerche portano a concludere che in un anno il 20%
della popolazione adulta, ha almeno un periodo in cui soffre di uno o più
dei disturbi mentali tra quelli elencati nella Classificazione Internazionale
delle Malattie della Organizzazione Mondiale della Sanità di Ginevra
(fig.1).
Su una popolazione
adulta di 5 miliardi, sono circa 1 miliardo le persone che in questíanno,
per un periodo più o meno lungo ed in forma più o meno grave
saranno affette da una forma di sofferenza mentale. Riportando
tali dati alla popolazione italiana è ipotizzabile che in
un anno circa 11 milioni di persone saranno affette da una forma di disagio
o disturbo psichico.
In parecchi
casi questi disturbi sono di breve durata e scompaiono spontaneamente.
Molte di queste persone non avranno contatto con operatori o strutture
psichiatriche.
L'alto numero
di persone con disagio o più francamente con disturbi
psichiatrici, sia pure di durata transitoria, pone in maniera urgente il
problema non solo della cura, ma anche ed in special modo della
prevenzione. Il DSM, rappresentando líagenzia che coordina,
sul territorio della ASL, tutte le iniziative e gli interventi inerenti
la salute mentale, è chiamato a svolgere una valida attività
di prevenzione e di promozione del benessere psichico, agendo in stretta
collaborazione, oltre che con gli altri servizi sanitari della ASL, con
le istituzioni (scuola, lavoro etc.) con i servizi assistenziali e sociali
che insistono sul territorio.
Líintervento
sui gruppi familiari e sullíambiente sociale, ha
valenza sia di prevenzione, intesa come forma di conoscenza dei fattori
di rischio nellíinsorgenza del disagio psichico, che di terapia e riabilitazione,
eliminando le cause che possano frapporsi ad una guarigione ed integrazione
del soggetto. La scarsa conoscenza circa le cause ed i meccanismi
biologici dellíinsorgenza dei disturbi psichiatrici, spinge, gli operatori,
a cercare nuove modalità, spesso più complesse rispetto allíintervento
medico tradizionale, di approccio anche attraverso líelaborazione di nuovi
modelli operazionali.
Líuomo è
un sistema complesso, altamente organizzato e come in tutti i sistemi complessi,
i meccanismi di autocontrollo e regolazione sono fondati sulla circolazione
di informazioni nellíambiente del sistema stesso e tra sistema
ed ambiente esterno. Si capisce come ogni atto possa nascere solo dallíinterazione
tra uomo ed ambiente. Eí il ritorno díinformazione dallíambiente, che consente
di verificare, modificare, modulare, rinforzare, rimodellare líazione.
La circolazione delle informazioni allíinterno del sistema consente il
mantenimento dellíequilibrio interno. Lo scambio delle informazioni
tra interno ed esterno permette la correzione degli errori del sistema.
Consente, cioè di opporsi allíentropia del sistema. Sulla base di
questo modello, allíorigine dei disturbi psichici, può
esservi un deficit di informazione o comunicazione o un deficit
di elaborazione dellíinformazione.
Nel disturbo
psichico si verifica uníalterazione del rapporto dinamico uomo-ambiente.
Tenere conto di questi modelli di genesi della sofferenza mentale, non
significa trascurare o dimenticare le connotazioni biologiche
che fanno del disturbo psichico un fatto di interesse medico, ma considerare
líuomo in maniera globale nella sua dimensione biologica, psicologica e
sociale.
La psichiatria,
non può considerare líuomo come un insieme di organi ammalati,
in analogia ad altre branche della medicina, ove líinnovazione tecnologica
ha permesso di raggiungere notevoli risultati, contribuendo a rafforzare
líequazione "salute = integrità di singoli organi". Si tratta di
semplificazioni epistemologiche che tentano di ridurre, attraverso líeccessiva
medicalizzazione, la complessità dellíindividuo malato. Eí più
facile curare una malattia che non una persona ammalata. Ma anche in questi
campi, acquista sempre più importanza considerare líunitarietà
dellíindividuo ed il suo rapporto con líambiente: a parità di disturbo
fisico un uomo guarisce, migliora o muore in rapporto alla condizione mentale
in cui versa. Nei meccanismi di guarigione entrano, con prepotenza, non
solo fattori biologici, ma anche fattori psicologici e sociali.
La psichiatria
ha tratto solo vantaggi marginali dal progredire tecnologico e ciò
ha costretto gli operatori a trovare vie alternative spesso più
complesse. I singoli interventi in psichiatria, hanno importanza solo se
inseriti in un progetto globale: progetto terapeutico incentrato sullíindividuo
e sul suo rapporto con líambiente e ciò comporta una continua azione
di monitoraggio, verifica, valutazione e modifica.
Il DSM
rappresenta líinsieme delle strutture e di servizi pubblici, tra loro integrati,
in grado di accogliere líintera domanda di bisogno di benessere psichico
del territorio di competenza. La struttura dipartimentale consente di offrire
una gamma di risposte a vari livelli:
1. livello
preventivo, attuando tutte le iniziative per promuovere la salute
mentale dei cittadini attraverso líinformazione ed eliminando le
cause che determinano situazioni di disagio psichico;
2.
livello curativo, sia ricorrendo a terapie farmacologiche o attraverso
interventi multimodali, per bloccare ed eliminare le
manifestazioni psicopatologiche quando si è già manifestato
il disturbo (terapia riparativa);
3. livello
riabilitativo per ripristinare le capacità perdute nel corso
dellíevento patologico o quando il disturbo si è stabilizzato.
Il DSM
della ASL Napoli 4, attua i propri fini istituzionali di prevenzione
e tutela della salute mentale attraverso le quattro Unità Operative
di Salute Mentale (UU.OO.S.M.) situate in Pomigliano,
Terzigno, Pollena e Nola.
Le strutture
fondamentali della UOSM sono:
1.
Il Centro di salute Mentale;
2.
Il Servizio di Diagnosi e Cura;
3.
Le Strutture Intermedie Residenziali (S.I.R.) e Semiresidenziali
(C.D.R. e Day-hospital).
1. Il Centro
di Salute Mentale (CSM) costituisce la sede organizzativa dellíUOSM
ed il punto di coordinamento delle sue attività. Funziona in tutte
le sue articolazioni per almeno 12 ore consecutive in tutti i giorni
feriali. Per gli interventi di urgenza o emergenza è attivo 24 ore
al giorno per líintero anno solare.
2. Il Servizio
Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), rappresenta la parte ospedaliera
del D.S.M.. In esso vengono attuati accertamenti e trattamenti sanitari
volontari ed obbligatori in condizione di degenza ospedaliera, nei confronti
delle persone affette da disturbi psichiatrici.
3. Le
Strutture Intermedie Residenziali (SIR), sono deputate ad accogliere
pazienti, che pur avendo superato la fase acuta, hanno ancora bisogno,
per un periodo più o meno lungo, di un intervento terapeutico-riabilitativo
in forma residenziale.
Le
Strutture Semiresidenziali accolgono líutente solo per una parte
della giornata e sono prevalentemente costituite dal Day-hospital ,
ove líaccento è posto in prevalenza sullíaspetto terapeutico farmacologico
o psicologico, e Centri Diurni di Riabilitazione deputati ad una
prevalente azione riabilitativa
Il CSM
assicura:
visite
mediche ambulatoriali e domiciliari;
consulenze
psicologiche (visite, psicodiagnosi, counseling, etc.);
attività
di Day- hospital;
interventi
in situazioni di crisi e gestione del T.S.O. sino al
ricovero;
attività
di riabilitazione tramite i Centri Diurni di Riabilitazione (CDR);
attività
specifiche per líadolescenza e la psicogeriatria per rispondere
al meglio alle necessità della popolazione in queste due particolari
fasce díetà
attività
díinformazione ed istruzione delle procedure assicurative e previdenziali
consulenza
legale sulle tematiche di salute mentale;
attività
socio-assistenziali anche per delega degli Enti Locali;
consulenza
ai presidi ospedalieri;
rapporti terapeutici
con nuclei familiari;
controllo
delle degenze presso le Cliniche convenzionate.
La varietà
delle prestazioni è un indice della complessità dellíintervento
di salute mentale che si estende lungo tutto líarco di vita dellíindividuo.
Sono 38.267
prestazioni ed entro dicembre si arriverà a quasi 60.000 prestazioni.
Questi risultati non ancora soddisfacenti in rapporto ai bisogni,
rappresentano un passo significativo che è stato reso possibile
dalla riorganizzazione dei servizi. I responsabili delle U.O.S.M.
sono impegnati in una decisa attività di ottimizzazione delle
risorse in un continuo confronto e coinvolgimento di tutti gli operatori
e delle rappresentanze sindacali.
La tipologia
delle prestazioni appare varia:
·
visite ambulatoriali psichiatriche svolte presso le sedi del C.S.M.
o presso ambulatori decentrati (Volla, Marigliano, Cercola ecc.);
·
visite psichiatriche e terapie domiciliari, svolte al di fuori
del C.S.M.. terapie ambulatoriali;
·
interventi psicologici sia come psicodiagnosi che colloqui
psicologici o strutturati rapporti psicoterapeutici;
·
ricoveri volontari per pazienti che non accettano le alternative
offerte dal DSM
·
T.S.O., trattamenti sanitari obbligatori, ricoveri effettuati in
emergenza senza la volontà del paziente.
Un alto
numero di TSO indica una mancanza di risposte alternative alla crisi
che si associa di solito ad una bassa funzionalità del DSM.
Il DSM non
riesce ancora ad esercitare una valida azione di controllo dei flussi di
ricoveri presso strutturate convenzionate. Molti ricoveri avvengono, su
richiesta dei medici di base o con autorizzazione dei Distretti.
Presso ogni
Centro di Salute Mentale è attivo un Servizio Accettazione che
provvede alla prima accoglienza ed ad indirizzare líutenza ai vari operatori.
Inoltre il Sevizio Accettazione funziona da interfaccia con líesterno
rispondendo alle richieste telefoniche. Il DSM è teso ad un
continuo miglioramento di tale servizio che appare strategico. Eí indispensabile
poter accogliere líutente o cliente, in maniera decorosa offrendo alcuni
conforts minimi, come uníattesa pulita e dignitosamente arredata, un comportamento
gentile e comprensivo che sia indice di disponibilità da parte degli
operatori. Alcuni operatori hanno partecipato ad un corso di formazione,
organizzato dal Servizio Rapporti con il Pubblico della ASL. Purtroppo
gli spazi sono spesso insufficienti ed appare difficile superare
le vecchie convinzioni che ritengono superflui gli investimenti fatti
nel pubblico, per offrire allíutenza uníaccoglienza dignitosa.
Il DSM in
questíanno, ha acquistato tre autovetture per assicurare, insieme
allíutilizzo delle auto proprie del personale, la propria attività
sul territorio. Líalto numero di interventi domiciliari, sia intesi
come terapie che come visite o interventi sociali, sono di estrema importanza
nella realizzazione del progetto terapeutico del paziente. Anche
le terapie domiciliari diventano occasione per stare insieme al
paziente ed al nucleo familiare per attenuare il senso di abbandono che
spesso accompagna queste patologie.
Líalta varietà
delle prestazioni è un indicatore delle capacità
di diversificare le risposte ai bisogni, che si rispecchia anche nellíalto
numero di prime visite, cioè nuovi utenti che per la prima volta
si sono rivolti al DSM. Nei primi otto mesi vi sono stati oltre 2250 prime
visite. Il Servizio di salute mentale comincia, finalmente, ad essere accettato
e cercato dallíutenza, che tende a rivolgersi non solo per le emergenze,
ma anche per bisogni più mediati.
Dati
dellíattività "ospedaliera", di ricovero del DSM sia presso il Servizio
di diagnosi e Cura (SPDC) sia presso i Centri Crisi istituiti allíinterno
dei C.S.M.
Líattività
di riabilitazione è stata rivolta a circa 139 utenti
che hanno frequentato i Centri Diurni di Riabilitazione (C.D.R.) per 11.184
giorni, nei primi otto mesi dellíanno. Ogni utente ha frequentato
mediamente il CDR per circa 56 giorni.
La direzione
dellíASL ha avuto fiducia nellíimpegno del DSM ed ha
approvato, già nel 1995, la costituzione di un fondo di £.
340 milioni per le attività di riabilitazione sia presso i Centri
Diurni che presso le altre strutture delle UU.OO.S.M. (Centro Crisi,
Day-hospital. e S.I.R.).
I fondi sono
stati divisi per le singole Unità Operativa che in tal modo hanno
portato avanti progetti che meglio rispondevano alle diverse specificità.
Sono state
attivate uníampia gamma di attività alcune comuni alle varie
UU.OO.S.M., altre diversificate:
interventi
incentrati sulle attività di base e di risocializzazione
come gruppo cucina, il self-help, gruppo di ascolto musicale
e gite;
inteventi
incentrati sullíattività espressive come laboratorio
di ceramica, di fotografia, di disegno;
attività
incentrate su attività motoria come gruppo di ginnastica,
e torneo di calcetto.
Questíanno alcuni
utenti hanno partecipato alla selezione per líammissione a corsi di formazione
professionale.
Eí in corso
una valutazione in termini di efficacia e di efficienza degli interventi
svolti. La valutazione è indirizzata a misurare, in special
modo, la riduzione dei ricoveri, il miglioramento della qualità
della vita dei pazienti e la diminuzione del carico familiare.
Il DSM, ha
assicurato, durante il corso del 1999, líassistenza a circa
90 pazienti provenienti dagli ex Ospedali Psichiatrici, ed ospitati
in strutture residenziali. Nel corso dellíanno è stata inaugurata
una nuova Struttura Intermedia Residenziale (S.I.R "Casa Luna") in terzigno,
con ampio giardino e con spazi per attività anche di laboratorio
artigianale. Questa struttura ospita 9 pazienti, alcuni provenienti dagli
OO.PP. e altri posti sono stati riservati alla nuova cronicità.
I pazienti
ospitati in regime di residenzialità, presso strutture gestite
direttamente dal DSM sono, allo stato, in numero di 21. Circa 60 pazienti
sono ospitati in Case di Riposo, che offrono assistenza alberghiera e materiale,
mentre líassistenza specialistica e riabilitativa è garantita dagli
operatori del DSM.
Nel
corso del 1998 e' stata attivata una SIR ("Casaluna"),
per complessivi 15 posti letto, che ha consentito di accogliere
parte dei pazienti di pertinenza dellíASL Na-4, ospitati in passato negli
ex Ospedali Psichiatrici e abbiamo trasferito alcuni degenti dalle Case
di Riposo.
Nel corso
del 1999 sara' attivata una seconda S.I.R. che ospitera' 19 pazienti, in
parte provenienti dagli ex-OO.PP. e in parte per la nuova cronicità.
Líobiettivo
che il DSM si pone per il futuro è quello di assicurare prestazioni
quali-quantitative elevate per poter rispondere in maniera valida al
bisogno di salute della popolazione del proprio bacino di utenza.
Per poter raggiungere questo obiettivo è necessario, oltre ad una
formazione permanente di tutti gli operatori, agire in sintonia agli
altri servizi e dipartimenti della ASL, alle agenzie sociali del territorio,
alle OO. SS, ai sindaci ed alle autorità dei vari Comuni.
Molto
spazio ed energie saranno dedicate nel corso del 2000, ad una sempre
maggiore apertura del DSM sul territorio ed alle attività di informazione,
formazione e prevenzione .
Attualmente
è in via di perfezionamento una convenzione con alcune realtà
produttive impegnate nel sociale per permettere ai pazienti cronici di
poter usufruire di speciali borse-lavoro. Per realizzare tale iniziativa
saranno stanziati dalla ASL NA/4 crica 80 milioni.
Bibliografia
1. DPR
7/4/94 : "Progetto obiettivo Tutela della Salute Mentale 1994-96"
2. Delibera
ASL Na-4 del 5/12/96 2Approvazione Regolamento del DSM"
3. Nucleo
Valutativo DSM ROMA "E" - Responsabile Piccione R. "Progetto Intervento:
Il Processo di valutazione nel DSM Roma E anno 1995" stesura provvisoria
-Accademia di Storia díArte sanitaria Roma 21 maggio 1996.
4. Guida
alla Salute Mentale a cura del Dipartimento di Salute Mentale USL
Roma 11 - Roma 1993
5.
De Girolamo G. Sanza M. " Una review della letteratura internazionale"
da Centri Diurni nella Nuova Psichiatria a cura di Cocchi A. De Isabella
G. , Milano 1996
6. Braff
Dl . Information processing and attention dysfuncyion in schizofrenia.
Schizophr Bull 1993; 19
7. Nueckterlein
Kh, Dawson Me. Information processing and attentional functioning in the
development course of schizophrenic disorders, Schizophr. Bull 1984; 10
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