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PRESENTAZIONE ATTIVITA' ASSOCIATI FENASCOP

Comunità SKIPPER

INDIRIZZO: Via Vallestura 10 - 16010 Masone (Genova) tel.010-9269621

E-MAIL DI CONTATTO: Dr.ssa Rossella Valdre' scarlet@cocco.net

 

TIPOLOGIA ASSISTENZIALE: CTR (Comunita' Terapeutico-Riabilitativo) accreditata per pazienti provenienti dagli ex Ospedali Psichiatrici (psichiatrici e disabili)

INFORMAZIONI GENERALI:

Anno di apertura: Marzo 1998

Collocazione logistico-ambientale. La struttura e' collocata nel Comune di Masone (frazione San Pietro), in provincia di Genova, all'estremo del ponente cittadino. Dista da Genova circa 45 minuti, raggiungibile in autostrada direttamente o in treno (la stazione piu' vicina e' Campoligure). La valle in cui si situa Masone e' la Vallestura, zona originariamente agricola e divenuta poi industriale.

Il contesto geografico e' a meta' tra un comune di campagna, in quanto immerso nel verde, e l'entroterra industrializzato di una grande citta'.

La Comunita' e' sita nella frazione di San Pietro, piccola frazione subito dopo Masone, collocata in un contesto molto tranquillo, circondata da un ampio giardino. Raggiungibile a piedi in due minuti la piazza di San Pietro, fornita di un negozio, un bar e la Chiesa.

Masone dista cinque minuti in auto o in autobus.

Al suo interno, la struttura consta di 4 piani cosi' ripartiti: piano terra destinato agli ambienti comuni (salone, sala da pranzo), all'infermeria, alla segreteria e agli studi medici, piu' una camera di degenza per disabili; due piani destinati alle camerette da letto, tutte a due letti con bagno (quattro singole); terzo piano, dove i pazienti vanno solo se accompagnati, destinato agli atelier per la terapia riabilitativa, sala video, aula per il corso di alfabetizzazione, guardaroba, lavanderia, uno studio medico e una camera di degenza per i due pazienti ritenuti piu' autonomi.

Numero di posti letto: 40

Tipologia dei pazienti: tutti pazienti provenienti dai due ex OO.PP. della Provincia di Genova (Quarto e Cogoleto). E' presente un modulo psichiatrico e un modulo disabili (20 e 20). L'eta' media e' di circa 54 anni. Sono uomini e donne.

Dal punto di vista clinico, tutti i pazienti presentano un elevato grado di deterioramento psico-cognitivo, e marcate patologie internistiche. La diagnosi piu' frequente per gli psichiatrici e' ‘Schizofrenia residua', per i disabili e' ‘Ritardo Mentale' di grado medio o grave. Piu' spesso si tratta di complicati quadri di Psicosi d'innesto. Presenti, in alcuni, deficit sensoriali totali (cecita' e sordita), e disabilita' motoria (tre ospiti in sedia a rotelle).

Spiccato, in tutti i pazienti, il quadro di Sindrome istituzionale residuata dalla lunghissima permanenza in O.P. (per alcuni, tutta la vita).

Dal punto di vista legale, tutti i pazienti sono inabilitati o interdetti e affidati a tutore.

La residenzialita' e' protratta; non e' prevista dimissione.

In futuro, esaurita l'ospitalita' ai pazienti manicomiali, la struttura potrebbe mantenere come target la cronicita' (istituzionale e non) e la residenzialita' a lungo termine.

Gruppo curanti:

1 Direttore sanitario psichiatra della s.r.l. ‘Il Fiocco'

1 Direttore tecnico psichiatra della struttura

1 Coordinatore

1 Psicologo medico

1 Psicologa

4 Medici di guardia interna non specialisti (uno e' specialista in Malattie Infettive)

6 Infermieri professionali

2 Infermieri psichiatrici

5 Educatori professionali

1 Psicomotricista

1Musicoterapeuta

1 Ceramista

1 Assistente sociale

Durante l'anno scolastico, prestano inoltre il loro servizio in struttura due insegnanti di Scuola Elementare che conducono il Corso di alfabetizzazione per adulti, in collaborazione col provveditorato agli Studi di Genova.

Attivita' interne. Al momento, le attivita' interne ‘strutturate' sono cosi' ripartite:

  • attivita' di lavori con la ceramica (una volta la settimana) per piccoli gruppi
  • attivita' di musicoterapia (una volta la settimana) con setting individuale
  • attivita' di psicomotricita' (due volte la settimana) che si compone di un gruppo palestra che frequenta settimanalmente la palestra del paese, e di attivita' libere per piccoli gruppi o individuali condotte dalla terapista
  • corso scolastico di alfabetizzazione (due volte la settimana), destinato a pazienti analfabeti di ritorno che vengono individuati dalle insegnati in collaborazione col gruppo curanti
  • attivita' di lettura (in genere fiabe) condotta da due educatrici (durante l'estate supplisce l'assenza scolastica)

Attivita' ‘non strutturate' sono di vario tipo: uscite individuali o di gruppo, gite, visioni di film, cura degli ambienti e del giardino, numerosi momenti dedicati alla cura del Sé (scegliere abiti, fare i guardaroba, andare dal parrucchiere, ecc.)

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE:

  1. breve storia della struttura. La struttura nasce nel Marzo '98 appositamente creata per ospitare 40 pazienti provenienti dagli ex OO.PP., secondo i due moduli psichiatrici/disabili. Vista la penalizzazione economica che le Regioni avrebbero subito se non si fossero chiusi i manicomi entro un certo termine, la dismissione dei pazienti e' stata necessariamente precipitosa e l'apertura dello Skipper, di conseguenza, non sufficientemente pensata e caotica. Il primo modulo di pazienti è arrivato entro Aprile, il secondo modulo entro Luglio. I pazienti, tuttavia, vivono insieme, e la bimodularità è da intendersi solo amministrativa. L'attuale direttore psichiatra entra nelle sue funzioni a metà dell'Aprile '98, e si rende necessario dare un assetto organizzativo al gruppo di lavoro che, proveniendo in gran parte dal mondo delle Comunità Terapeutiche o essendo al primo impiego, è del tutto spaesato di fronte alla gravità e alla gravosità assistenziale che questa utenza comporta.
  2. L'accoglienza in Masone è da subito molto buona, e la Comunità si inserisce nella vita del paese senza traumi, apportando anzi il proprio contributo umano e creativo.

    E' peculiare dello Skipper il fatto di avere inventato la propria storia da sé. Non c'erano modelli, o non c'è stato modo e tempo di acquisirli. Questo, se da un lato ha rappresentato un'indubbia difficoltà e una fatica, dall'altro rende ragione del grande sforzo creativo che la struttura e il gruppo sono riusciti a fare, dando vita ad un modello di Comunità Terapeutica adattata al paziente cronico residuale che non aveva, nella nostra esperienza, precedenti.

  3. progetto terapeutico. Il progetto e' qui prevalentemente riabilitativo.
  4. Si tratta di pazienti che hanno in gran parte perduto (o in qualche caso non hanno mai posseduto) le funzioni psico-cognitive necessarie alla vita sociale e di relazione. La perdita di funzione e' estesa a piu' livelli: dal riconoscimento e cura del proprio Sé, al controllo sfinterico, all'alimentazione autonoma, fino a capacità piu' elevate, quali il linguaggio, il leggere e lo scrivere, lo stare in relazione con gli altri anche nelle modalità più elementari.

    Questa estesa perdita di competenze sembra da intendersi conseguente non solo e non tanto alla patologia in sé (questo sarebbe comune a tutti i cronici), quanto al disuso e al progressivo abbandono delle stesse indotta dalla lunghissima vita in un'istituzione totale.

    Questo costituisce lo specifico del cosiddetto "residuo" manicomiale.

    Il primo passo del progetto consiste nel cercare di ridare a tutti il senso della propria dignità di persone. Gran parte del tempo è destinato quindi alla cura del Sé: essendo gli ospiti quasi tutti non autonomi, vengono o completamente curati dagli operatori, o più spesso aiutati a lavarsi, vestirsi, possedere oggetti personali, personalizzare la propria stanza, e via dicendo. Altro punto essenziale del progetto è quello di far sentire loro la Comunità come una casa vera e propria, sia perché vi trascorreranno il resto della vita, sia perché del tutto abituati a vivere in ambienti anonimi e spersonalizzanti.

    Collegata a questo, è l'acquisizione di un certo senso di responsabilità personale (questa casa mi appartiene, se la rovino rovino una cosa mia), contro l'abitudine alla delega manicomialista. Stabilire delle relazioni vive con gli operatori, degli ospiti tra loro, e della struttura con l'ambiente circostante (frequentare i negozi e tutto quanto la città può offrire), cioè vivere gradualmente come normali cittadini, seppur ospitati in una casa di cura.

    Il progetto prevede poi percorsi più personalizzati per gli ospiti per i quali è indicato.

  5. attività culturali, formative e progetti futuri. La Comunità ha ancora una storia molto giovane, e le attività di questo genere sono in itinere.

E' in progetto una mostra, a settembre, che proponga i "percorsi biografici" degli ospiti che hanno frequentato il corso di alfabetizzazione e hanno lavorato specificamente su questo; la mostra si articolerà in un percorso di scritti degli ospiti accompagnati dai lavori in ceramica. A livello convegnistico, relazioni sullo Skipper sono comparse e compariranno nelle sezioni apposite di convegni nazionali (sip, sipre).

A livello formativo, per quanto riguarda questo primo anno di lavoro, gli educatori (che fanno capo ad una cooperativa) hanno seguito un corso di formazione specifico gestito dalla stessa cooperativa; per il prossimo anno, è stata fatta domanda di un corso più articolato e che preveda ore di formazione per le nostre specifiche tipologie d'utenza.


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