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Il mio nome è Gigi, vivo al quinto livello, in un autoappartamento di classe C, il mio lavoro é progettare cieli azzurri e sono felice.

Da quando il Governo Teocratico Centrale ha posto fine alla quinta guerra mondiale di religione e ha proclamato l’ esistenza dell’ unico Dio Jeovallah, da cui tutto discende, da cui tutto dipende, è iniziato per il mondo il più lungo periodo di pace e prosperità che la Storia Revisionata ricordi.

Dall’ isola artificiale posta nel Mediterraneo nel punto di intersezione di correnti telluriche, le Wouivres della Terra, tracciate da Gerusalemme, Lasha, Ghiza, La Mecca e Macchu Picchu, nella sua splendida reggia tecnologica di Nuova Roma il Dalaipapa, per grazia di Dio, regna sereno da quasi seicento anni sovraintendendo e sviluppando il Grande Progetto che sta alla base del Nuovo Rinascimento Sincretista e di cui io, insieme a tanti altri , sono in piccolissima parte artefice e in massima parte grato fruitore.

Il Grande Progetto nacque, è la Storia che lo dice, sotto l’ Augusto Regno di Giovanni Paolo Budda VI, detto il Riunificatore: il Dalaipapa cioè, che finalmente riunì sotto il suo imperio anche i popoli animisti dell’ emisfero australe, fondando il Governo Teocratico Centrale, dando inizio alla dinastia che ancora adesso ci ama e ci protegge.

"Il Popolo è stanco di guerre e affamato di felicità.Per troppi anni abbiamo dedicato il nostro tempo e le nostre migliori energie alla lotta fraticida.Ora, che tutto il mondo è in pace, dobbiamo schiacciare la testa del Serpente e volgere tutte le nostre forze alla ricerca della felicità e dovrà essere una felicità unica, perfetta ed eterna quella che regaleremo ai nostri sudditi fedeli." - disse Giovanni Paolo Budda VI, alzando le braccia al cielo, nel giorno del suo insediamento a Nuova Roma a una folla ossequiente di sacerdoti, scienziati e teologi ch’ egli aveva convocato per l’ occasione e che da allora indefessamente lavorarono e ancora adesso lavorano giorno e notte all’ attuazione di ciò che da quel momento venne chiamato Grande Progetto, ma che tutti fin dall’ inizio chiamarono familiarmente N.U.P., acronimo di Never Unhappy Program, il progetto dell’ eterna felicità, che da tanti secoli, oramai, permea e scandisce ogni momento della nostra vita.

Tutti a scuola abbiamo studiato a memoria queste cose e poi, che Jeovallah mi perdoni, sono andato un po’ a documentarmi negli archivi riservati del Palazzo della Meteorologia dove lavoro e dove ho avuto fortunosamente accesso per via di una certa archivista eurasiatica che mi ha fatto gli occhi dolci.

Io con le ragazze sono fatto così: mi basta un niente e mi accendo come un cerino e in questi tempi di totale e sereno superamento delle barriere sessuali, così fortemente biasimate dal mio insegnante di Morale, finisco spesso coinvolto in avventure galanti per altro, si sa, molto ben viste dall’ Autorità Centrale.

La storia con Sunny Lee è andata avanti per un po’ e io che svolgevo le mie tre ore di lavoro giornaliero in un orario diverso dal suo ho avuto modo, aspettandola giù nei fondi dove lavorava, di sbirciare un bel po’ di roba lì nell’ Archivio.

Lo so, la Curiosità Immotivata è uno dei peccati più gravi specie per un pubblico funzionario come me, ma , che volete, siamo fatti di carne debole e curiosa.

Faticosamente sfrondate di tutte le paccottiglie etiche e teologiche che infarciscono tutti gli atti della nostra esistenza, le cose riguardo al N.U.P. stanno pressappoco così: l’ Inizio, il nucleo centrale del Progetto fu essenzialmente di natura neurochimica.

Un secolo di guerre di religione se da una parte aveva dilaniato il nostro pianeta dall’ altra aveva dato un impulso incredibile alla ricerca scientifica che, ora, scoppiata la pace, poteva rivolgere la sua attenzione totalizzante alla realizzazione del Grande Progetto, concepito dalla mente beatissima del Dalaipapa.

Fu quindi per merito di una sofisticata tecnologia, cresciuta in quell’ epoca di tremende guerre chimiche, che i biocomputers ottici partorirono, dalle loro memorie liquide, la pillola della felicità.

Il nome dato alla nuova sostanza, nel laboratorio dove venne per la prima volta sintetizzata, fu NEU-77; io non sono un chimico ma più o meno ho capito che questo farmaco, assunto in minimi dosaggi, donava ai volontari cui fu somministrato uno stato di straordinario benessere, inattaccabile da qualunque avversità.

Fin dai primi esperimenti fu subito chiaro che a fronte di risultati tanto positivi la molecola presentava un tempo di metabolizzazione rapidissimo e che, pertanto, per mantenere costante nel tempo e intatta la sua efficacia, doveva essere somministrata quasi in continuazione seppure in dosi molto basse, tuttavia, stante la sua straordinaria stabilità in acqua, ben presto al consesso dei Teologi e Scienziati riuniti in seduta permanente sotto la guida illuminata del Dalaipapa, balenò in mente l’ idea di non utilizzare il NEU-77 come cura, ma di trasformarlo nel fondamento primo dell’ ordine costituito.

Si procedette in modo empirico ma efficace: venne scelta una piccola comunità e all’ insaputa degli abitanti fu sciolta nell’ acquedotto con regolarità la molecola NEU-77.

Furono osservati per un periodo sufficientemente protratto e statisticamente significativo gli effetti del farmaco sulle persone e il conseguente cambiamento nelle loro abitudini e nel loro comportamento.

Furono fatte proiezioni su scala mondiale dei costi e dei benefici e, avuta la benigna approvazione del Dalaipapa, due Commissioni permanenti iniziarono a lavorare alacremente: una Teologica per elaborare contenuti di fede e morale da adattare alle nuove prevedibili o impreviste mutazioni sociali che si sarebbero venute a creare con la diffusione universale del NEU-77; una Tecnico-Organizzativa per progettare e sviluppare una tecnologia volta a favorire il diffondersi dei benefici effetti della pillola della felicità.

Le due Commissioni sono tuttora al lavoro, a distanza di seicento anni dalle storiche decisioni di quei giorni e rappresentano di fatto il governo del mondo.

Io, come tanti altri, lavoro al Progetto alle dipendenze di uno dei Sottocomitati nel frattempo creati, quello, appunto, del Controllo del Clima, da cui dipende il Palazzo della Meteorologia dove ogni mattina mi reco a lavorare.

I medici dicono che in un farmaco non possono esservi effetti positivi senza che compaiano anche effetti collaterali; e anche il NEU-77 non si sottraeva a tale regola: se da una parte infatti eliminava completamente gli effetti psicologici e somatici dello stress e della depressione dando un senso di diuturna leggerezza e fiducia nel futuro, dall’ altra eliminava totalmente o quasi lo spirito di iniziativa: ciò provocò dapprima una paurosa crisi economica, cui pose rimedio, in un secondo tempo, l’ intervento drastico ma efficace della Sottocommissione Economica che statalizzò tutte le produzioni, mentre la Commissione Teologica promulgava la fine della proprietà privata, che oramai non interessava più a nessuno; un altro effetto collaterale fu la progressiva scomparsa del senso di colpa e un certo allentamento dei freni inibitori: la Sottocommissione Legale decretò la chiusura dei tribunali e l’ abolizione dei Codici mentre la Commissione Teologica proclamò, tempestivamente, la fine del peccato come ostacolo verso il Paradiso e il trionfo del libero arbitrio quale segno della vicinanza dell’ Uomo a Dio: certo, ci fu qualche omicidio di troppo, ma solo nei primissimi tempi, poi anche questa pratica passò in disuso, non avendo gli uomini ragioni reali o interessi tali da spingerli alla violenza, che di fatto scomparve dalla società; un altro effetto collaterale di notevole rilevanza fu il fatto che la molecola NEU-77 diminuiva, fin quasi a farla scomparire, la voglia di svolgere un qualunque tipo di occupazione obbligatoria, ma a ciò si ovviò per merito dello sviluppo della tecnologia che rese praticamente inutile il lavoro affidato come quasi tutti i compiti più gravosi o poco gratificanti a computers e robots, demandando agli uomini solo poche ore settimanali di semplice supervisione e controllo.

Se, in nome dell’ Eterna Felicità, a tutti gli effetti collaterali venne posto rimedio o data una collocazione adeguata all’ interno del sistema, per un ultima imprevista complicazione notti insonni vennero spese dalle Commissioni riunite in permanenza a Nuova Roma e solo dopo grandi studi e grandi timori da parte del Dalaipapa stesso per il successo finale del Progetto, venne trovata la geniale soluzione che è la ragione diretta del mio impiego al Palazzo della Meteorologia.

Dopo un certo periodo si scoprì che esisteva una sola categoria di persone totalmente insensibile ai benefici effetti del NEU-77: i meteoropatici, anzi a lungo andare tutti gli umani sottoposti alla cura diventavano meteoropatici innescando un circolo vizioso di non facile soluzione: sulle prime il problema sembrò insolubile poi, per fortuna, la Sottocommissione per l’ Ingegneria architettò una proposta che la Commissione Tecnologica fece subito sua e la Sottocommissione Cibernetica completò da par suo.

In breve, fu deciso di porre tutte le città sotto immense cupole di uno spesso polimero plastico opaco messo a punto dalla Sottocommisione per la Chimica di Base e di proiettare sulla volta, come su di un grande display tridimensionale, un eterno cielo sereno modificato e reso dinamico da una rete di computers che lo avrebbero programmato secondo le varie fasi della giornata; certo, gli uomini non avrebbero potuto più uscire fuori dai loro insediamenti senza il rischio di perdere l’ effetto benefico del NEU-77; certo, le cupole avrebbero dovuto essere sigillate per evitare sbalzi nella pressione atmosferica artificiale ma tutte queste cose erano nulla in cambio della sicurezza dell’ eterna felicità.

E’ proprio questo il mio lavoro: ogni mattina vado al mio posto di lavoro nel Palazzo della Meteorologia mi siedo davanti al monitor del mio biocomputer modello PS /10000 e programmo lo svolgimento del cielo nella giornata; alla mattina in genere metto cirri che rendono benissimo illuminati dal sole pigro di ponente, verso mezzogiorno mi piace molto il cielo terso con un bel effetto tramontana leggera; per il pomeriggio di solito inserisco qualche cumuletto che sembra fatto di cotone e che mi porta via sempre un po’ di tempo per la programmazione degli ologrammi ma che é sempre di grande effetto; per il tramonto nembi in lontananza e un cielo rosso che sembra di lava, infine per la notte uno spettacolo di stelle da mari tropicali.

Il mio lavoro mi piace, mi sembra di essere utile alla collettività, senza considerare il fatto che disegnare, ogni giorno che Jeovallah ci manda, cieli sempre perfettamente azzurri ma al tempo stesso sempre diversi e perfettamente in linea con la normativa antimeteoropatia promulgata in un’ Enciclica dal beatissimo Dalaipapa non è cosa da tutti, diciamo la verità fino in fondo.

La cosa strana è che nonostante io sia orgoglioso del mio lavoro a volte ho delle strane sensazioni, vengo colto da dubbi immotivati.

Dannata curiosità: ecco quel che accade a non volersi accontentare del tanto che già abbiamo!

Domande e risposte, risposte e domande: fino a ieri tutto mi era così chiaro, non capisco cosa mi stia succedendo.Sono inquieto.

Tra quattro giorni è Natale.

Natale è una festa antichissima che celebriamo ogni anno come festeggiamo decine di altre ricorrenze dal momento che le fabbriche automatiche e la molle indifferenza del N.U.P. ci lasciano un’ enorme quantità di tempo libero che dobbiamo riempire in qualche modo.

La tradizione vuole che a Natale ci si scambi dei regali; ora questo non usa più, ognuno pensa solo a sé stesso: io, per quest’ anno, ho deciso di farmi un regalo un po’ speciale: da oggi non prenderò più il NEU-77, voglio vedere cosa mi accadrà.

Ho deciso di tenere un diario per registrare le mie sensazioni, ho molta paura ma sono decisissimo a non recedere dal mio proposito.

21 DICEMBRE : Oggi ho preso la decisione! Il problema ora è come metterla in atto. Il NEU-77 è dovunque: nell’ acqua che beviamo, nel cibo, l’ unico modo che ho per liberarmi dei suoi effetti è rinunciare totalmente a nutrirmi e a bere. Sono impaurito e mi domando cosa mi accadrà.

22 DICEMBRE : Da ieri non bevo e non tocco cibo. Stanotte non ho chiuso occhio e stamattina ho videotelefonato al Palazzo della Meteorologia per comunicare che non sarei andato al lavoro per qualche giorno; il robot usciere mi ha chiesto se avevo bisogno di un medico, ho detto di no e spero di essere stato convincente: i robot sono sempre così sospettosi.

Ho passato tutta la giornata ad analizzare i miei sentimenti; per adesso non ho avvertito grandi cambiamenti: sento come un buco alla bocca dello stomaco, è come se mi mancasse l’ aria: forse sono questi i prodromi di quello che gli antichi chiamavano tristezza; questo pomeriggio guardando, alla finestra, la ripetizione del mio programma di cieli azzurri che va in onda automaticamente ogni volta che non vado al lavoro, gli occhi mi si sono riempiti, improvvisamente, di un liquido salato che è scorso a rivoli sulle guance: credo che ciò sia quello che il Libro dei Peccati Imperdonabili chiama Piangere; i testi che ho studiato al college parlavano chiaro a questo proposito: ormai non ci sono più dubbi, sto diventando depresso.

Tutto quello che mi circonda mi sembra terribilmente brutto: il mio lussuoso autoappartamento di classe C è un monolocale più servizi che si sta lentamente riempiendo di contenitori di cibo che la cucina automatica continua a produrre cambiando menù, pensando che io non gradisca la scelta; sono sceso per strada, sui nastri trasportatori una quantità impressionante di robots e solo qualche umano dall’ aria trasognata: non mi ero mai reso conto che fossimo tanto pochi.

Sono tornato a casa sconvolto, passando davanti al monitor spento del terminale di casa ho visto riflesso un vecchio, io come tutti vivo solo e poi gli straordinari progressi della Scienza hanno eliminato la vecchiaia; probabilmente comincio ad avere delle allucinazioni, eppure al corso sui benefici del N.U.P.avevano detto cose terribili a proposito della tristezza e della depressione ma sono sicuro di non avere mai sentito parlare di allucinazioni.

Sono passato di nuovo davanti al monitor e ho rivisto il vecchio, mi sono fermato interdetto e anche l’ immagine si è fermata, mi sono avvicinato al video, anche il vecchio lo ha fatto, mi sono toccato il mento, mi sono toccato il mento!

Ho lanciato un urlo strozzato: sono io quell’ orribile figura riflessa sul vetro.

In casa non c’ è uno specchio e non me ne ero reso conto fino a oggi, terrorizzato sono corso alla finestra a guardare fuori tra la gente: abbiamo tutti la faccia incartapecorita e grigia, vecchia e smunta, i capelli radi e sottili; la cosa incredibile è che fino a ieri mi sentivo giovane e bello, fino a ieri eravamo tutti giovani e belli.

23 DICEMBRE : Ha chiamato il robot medico, voleva sapere quando rientrerò al lavoro, ho cercato di sorridere e di essere convincente ma è difficile nascondere il mio stato d’ animo.

Sulla volta oggi va in scena il programma dei cieli azzurri randomizzati: io non ho mai visto un cielo vero ma questi mi sembrano proprio finti chissà come potevo essere così orgoglioso del mio lavoro.

Piango spesso, a volte singhiozzo, sono angosciato, mi piacerebbe pensare che tutto quello che mi succede è solo un sogno orribile, mi piacerebbe se non fosse per i ricordi. Il cambiamento più incredibile che sta avvenendo in me è il fatto che ora comincio a ricordare e più ricordo più mi viene voglia di attaccarmi al rubinetto e fare indigestione d’ acqua e NEU-77. Ho fame ma soprattutto ho sete, mi sento disidratato, soprattutto mi sento proprio disperato.

24 DICEMBRE : Non riesco più ad alzarmi dal letto, mi sento terribilmente debole.Ha videotelefonato di nuovo il robot medico, credo proprio che non mi abbia creduto, domani secondo la procedura standard verranno a farmi la visita fiscale.

Sono molto depresso, vorrei fermare la testa ma non è possibile, va per conto suo, i falsi ricordi vanno via, ora comincio a vedere tutto in maniera chiara.

Quante stupidaggini mi hanno cacciato nel cervello: la mia dolce infanzia, la scuola, la mia giovinezza spensierata, tutte balle; sono nato, come tutti quei pochi disperati inconsapevoli là fuori, in una provetta dove vecchie cellule non contaminate dalle radiazioni sono state clonate e mutate grazie all’ ingegneria genetica, mia madre è stata una incubatrice computerizzata.

Ho quattrocento anni, sono tenuto in vita artificialmente da questa specie di allevamento di polli di antiquariato che è la cupola, l’ ultima cupola dove siamo costretti a vivere perché fuori non c’ è più niente, tutto distrutto, tutto contaminato.

Ricordo i robot educatori del Palazzo della Scienza intenti a condizionare me e tutti gli altri figli di questo progetto disperato, ricordo quando ci portarono per la prima volta fuori e chiusero, per sempre, le porte di quell’ edificio dove il computer centrale da allora regola e controlla la nostra esistenza, obbligandoci a vivere come vollero gli inventori di questa tragica messinscena, soli, inconsapevolmente ed eternamente felici, sterili e inutili.

Felicità senza desideri: ecco cos’ è il N.U.P.

Quando lo concepirono gli uomini non pensavano che le conseguenze della guerra avrebbero comunque distrutto l’ umanità e ridotto il genere umano a questa piccola comunità sigillata e tenuta in vita artificialmente da un network di computer programmati .

Nuova Roma è molto probabilmente un’ ammasso di ruggine nel mezzo di un mare morto da secoli e il Dalaipapa non esiste, le Commissioni non esistono o meglio, non esistono più, sono ologrammi creati, per non farci sentire soli, dal computer centrale, che è stato progettato per renderci per sempre felici e che si autoadatta alle mutazioni che il tempo ineluttabilmente introduce.

Mi sono guardato con attenzione: sono pieno di sottili cicatrici, mi domando quanti organi artificiali i robot chirurghi mi hanno infilato in corpo per farmi sopravvivere.

Mi sento molto male, piango sempre, è ridicolo che un uomo tanto vecchio pianga come un bambino.

Ho acceso lo schermo del terminale multimediale e mi sono guardato un film, sintetico, falso e disperato: da quanti secoli non esiste più il Pacifico e il tiepido languore dei Tropici, da quanto tempo non nascono più donne, eternamente sorridenti, come quelle che il laser proietta nel mio schermo, tanto simili a come io vedevo Sunny Lee, da quanto tempo non nuotano felici nella laguna uomini abbronzati tanto simili a come mi vedevano gli altri umani?

Devo raccogliere le forze, per uscire domani ed evitare la visita fiscale.Ho un mio Progetto.

25 DICEMBRE : Ho passato una notte terribile, piena di incubi, sono debolissimo e assetato non so se di acqua o di NEU-77.

Per fortuna la città è organizzata in modo da non farci compiere alcuno sforzo, siamo una merce preziosa, noi: stamane ho preso un taxi automatico e mi sono fatto portare al Palazzo della Meteorologia.

Giunto in ufficio mi sono barricato nella mia stanza e ho acceso il mio PS/10000.

Ho attuato la procedura di emergenza, ho attivato il meccanismo di autodifesa dell’ ambiente e ho escluso la disattivazione automatica, N.U.P. non prevede sabotatori interni.

Io capisco il Dalaipapa e tutti i saggi che tanti secoli fa avviarono il Progetto, le loro intenzioni erano sicuramente nobili, li perdono per quello che ci hanno fatto.

Ho acceso la cucina automatica che sta sfornando cibo e bevande che tra poco potrò ricominciare a mangiare.

Il mio nome è Gigi, vivevo al quinto livello in un autoappartamento di classe C, disegno cieli nuvolosi, tempeste, acquazzoni, nevicate , fortunali, tifoni , grandinate, sono felice di essere libero di essere infelice.

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